martedì 16 giugno 2015

Nuovo Dizionario di Teologia Biblica

Il Nuovo Dizionario di Teologia Biblica, curato dai teologi Rossano, Ravasi e Ghirlanda,
intende innanzi tutto illustrare il messaggio delle singole componenti del testo biblico, cioè i 73 libri che costituiscono la Bibbia: si ha, quindi, all’interno del volume una vera e propria “introduzione alla Bibbia” completa ed aggiornata.
In questa linea si colloca anche la galleria delle figure bibliche dominanti, i “servi” del Signore nella storia della salvezza con le voci:
Abramo, Angeli/Demoni, Apostolo/Discepolo, Davide, Elia/Eliseo, Gesù Cristo, Giacobbe/Israele, Giovanni Battista, Maria, Mosè, Paolo, Pietro.
Altre figure più generiche e alcuni comportamenti, che si distribuiscono su un arco più vasto, sono le voci:
Anziano, Ateo, Bambino, Donna, Guerra, Insegnamento, Lavoro, Psicologia, ecc.
Ad essi possono essere accostati alcuni simboli:
Acqua, Animali, Cibo, Corporeità, Deserto, Gerusalemme/Sion.
La stessa distribuzione piuttosto ampia all’interno della Bibbia vale per alcune categorie letterarie:
Apocalittica, Beatitudine/Beatitudini, Decalogo, Giudaismo, Mito, Parabola/Parabole, Pentateuco, Simbolo, Vangeli CONTINUA

giovedì 16 aprile 2015

Il Gabbiano Jonathan Livingston

Si tratta di un libretto di facile lettura che invita a "volare alto"

“Ricordati Jonathan che il paradiso non si trova nello spazio e nel tempo, il paradiso è essere perfetti - gli ricorda il maestro Chang - Tu seguita a istruirti nell'amore" CONTINUA   






Gli alunni di alcune classi dell'Itas Piacenza si sono interrogati  sul gabbiano Jonathan che scopre la bellezza di liberarsi nel cielo e cerca la perfezione nel volo. Per lui la libertà è la possibilità di essere migliori e uscire dalla "massa" realizzando i propri sogni.

 "Dal racconto emerge il desiderio di lottare e di distinguersi, di ottenere quello in cui crede anche a costo di non essere compreso dalla propria famiglia e dai propri simili , di essere etichettato come scomodo e ribelle." Clarissa

"E' una storia affascinante e molto utile per comprendere meglio alcuni valori della vita che noi spesso dimentichiamo. Per me Jonathan ha perfettamente ragione, perché la libertà è la possibilità di fare ciò che si vuole davvero senza curarsi del parere di altri..." Marco

"Penso che se uno realizza i suoi sogni ed è felice, di conseguenza le persone attorno a lui diventano felici..." Giovanni

"Il gabbiano Jonathan era libero perché ha potuto decidere se volare a basso oppure puntare sempre più in alto. Certo i suoi parenti ed amici non erano d'accordo, gli volevano bene e non volevano che se ne andasse..." Sebastiano

"Penso che il pensiero di Jonathan sia giusto e geniale, perchè ognuno deve mostrarsi per quello che è e non nascondersi dietro ad una maschera solo per appartenere al gruppo... Anch'io ho imparato a mostrarmi per ciò che sono e così non solo ho trovato me stessa, ma anche persone speciali che prima non avevo considerato..." Cecilia
 
"La libertà è una delle cose migliori di questo mondo. I nostri padri hanno lottatto per la libertà...
Senza libertà non  c'è pace...
Ma siamo veramente liberi?
Penso che la vera libertà è ancora troppo difficile da raggiungere, forse solo da immaginare.
Una persona veramente libera deve poter realizzare ogni suo sogno senza avere giudizi altrui, deve poter vivere la propria vita come meglio crede, senza però, ovviamente, limitare la libertà degli altri, ma in questo modo l'uomo, avendo un vincolo, non è completamente libero..." Alessandro

"E' uno di quei libri in grado di cambiarti la vita...
Il gabbiano afferma che possiamo andare oltre a ciò che siamo, per essere migliori..." Beatrice

"Jonathan vuole superare la mediocrità della vita e andare oltre verso l'infinito...
In fondo è anche questo lo scopo della vita: lottare per ciò che si ama, raggiungendo le vette più alte, perché l'uomo non ha limiti..." Riccardo

"La possibilità di essere migliori proviene solamente dal nostro cuore e, se siamo in grado di liberarci dalle paure, saremo liberi da ogni vincolo e potremo realizzare i nostri sogni senza il timore di essere giudicati..." Carlo





 

domenica 29 marzo 2015

Gesù Cristo e gli adolescenti: percezioni e vissuto

Gli adolescenti della scuola (dell'Istituto Raineri Marcora - Pc) si interrogano sulla figura di Gesù sottolineando ciò che più li colpisce di questo personaggio e mettendo in evidenza la loro esperienza personale.

"Di Gesù mi sorprende il suo perdono. Non so come fa ad accoglierci a braccia aperte. Ogni peccato, anche quello più grave e più assurdo, lui è li che ci aspetta per il perdono..." Andrea

"Mi colpisce come Gesù potesse essere così carismatico da creare una grande religione. La sua parola è stata diffusa in tutto il mondo..." Daniele

"Ammiro la sua bontà verso gli altri e la capacità di perdono. Gesù ha perdonato tutti i nostri peccati e anche quelli che lo hanno crocifisso" Paolo

"Gesù, nato come una persona normale, è riuscito ad instaurare un rapporto con gli Ebrei e creare una nuova religione con legami di fraternità, rispetto di Dio e amore per il prossimo...
Una volta alla scuola elementare ho pensato all'esperienza di Cristo quando sono riuscito a risolvere una questione difficile rendendo tutti felici e nessuno infelice," Davide

"Ho pensato a Cristo in un episodio negativo della mia vita che mi ha fatto molto riflettere. La morte di un amico a soli 18 anni è stato qualcosa che mi ha fatto meditare e mi ha posto tante domande e alla fine credo di avere trovato delle risposte..." Andrea

"Di Cristo mi colpisce soprattutto la sua grande forza di volontà e determinazione nel voler portare la pace ovunque andasse." Sebastiano

"A volte mi chiedo: "Perché Cristo non è nato sotto forma di re in una reggia?"
Dio è capace di tutto e poteva fare questa cosa, ma no! Lui invece è voluto nascere povero e vivere da povero...
Altra cosa: "Dove ha trovato tutto l'amore per noi fino a farsi crocifiggere?" Questa è una domanda a cui non riesco trovare una risposta." Alberto

"Mi colpisce l'esempio di amore di Gesù, le sue parole, le sue azioni, il suo insegnamento e la sua morte di sacrificio." Camilla

"Gesù non voltava mai le spalle a nessuno, porgeva sempre l'altra guancia, aiutava i più bisognosi, faceva miracoli, prevedeva il futuro, era umile e non si vantava." Riccardo

"Mi colpisce il cuore grande di Gesù nei confronti degli altri. Non fa distinzioni e aiuta tutti coloro che hanno bisogno. Inoltre professa la sua religione fino alla fine..." Davide1

"Rivedendo la mia vita il momento in cui maggiormente ho pensato alla vita di Gesù è stato quello della mia Cresima. In quella giornata mi sono sentito maggiormente amato da Cristo e il suo affetto è riuscito ad entrarmi nell'anima facendomi capire veramente quanto Gesù ama le persone." Alessandro

"Ho pensato all'esperienza di Cristo quando, alle scuole medie, ho visto un mio compagno in difficoltà nel fare un esercizio e sono andato ad aiutarlo facendogli capire come si faceva..." Davide2

"Mi ha colpito la risurrezione di Gesù  nel giorno di Pasqua e lo stupore delle persone nel vederlo rinato dopo la morte." Camilla1

"Mi ha fatto pensare  quando Papa Francesco ha detto che la mafia è inumana e la scomunicata, mi ha ricordato che Gesù è misericordioso, ma anche giusto, come quando caccia i commercianti dal tempio..." Francesco

"Mi ha fatto riflettere quando ho visto un senzatetto e l'ho aiutato donandogli qualche soldo, ho pensato a Cristo che diceva di aiutare il prossimo..." Simone

"Di Cristo ammiro la sua umiltà e il fatto che non aveva paura del giudizio degli altri..." Adele

"Spesso al telegiornale sento dire "Figlio uccide madre...", "Rapina di una banca...". Quando sento queste cose penso a Gesù e quello che ha fatto per noi. Cioè la gente non capisce che anche lui era una persona che però ha deciso di dare la sua vita per salvarci. Noi umani cosa facciamo?! Non lo ripaghiamo per quello che ha fatto..." Alessandro1

"Cristo è una persona che ha cambiato la storia dell'umanità, ha cambiato le idee dell'Ebraismo e ha inoltrato la storia del Cristianesimo..." Samuele

"Nonostante il dissenso di molte persone Cristo ha continuato a crederci e a predicare per donare a tutti l'amore del Padre e della vita eterna...
Quando sento bestemmiare penso che anche quelli che non credevano a Gesù lo insultavano e non lo rispettavano..." Filippo

"Ho riflettuto su Cristo quando ho rischiato di essere investita da un auto e ho rivisto tutta la mia vita dall'inizio alla fine pensando di morire..." Samantha

"Camminando per le strade della mia città durante le vacanze natalizie mi accorsi che Dio aveva creato un mondo nel quale dovevano vivere persone con la stessa parità sociale; invece vedevo lo sfarzo delle persone che acquistavano regali per le loro famiglie e altre che, al freddo, attendevano fuori dai negozi qualcuno che potesse fare un atto di elemosina per potersi acquistare cibo per la sopravvivenza.
Mi sentii con un grande senso di colpa e pensando alla vita di Gesù Cristo, che aiutava le persone bisognose senza differenze, decisi di fare un atto cristiano verso un povero in modo che quella sera potesse sfamarsi..." Miriam

"Gesù non si preoccupa di ciò che pensano gli altri. Quando va dai lebbrosi tutti lo pensano matto, ma  a lui non importa e prosegue per la sua strada, senza corruzioni...
Mi ha fatto riflettere, sull'esperienza di Cristo, quando un mio amico, dopo aver commesso tanti errori, si è seduto a piangere. Ciò mi ha riportato a quando Gesù vide i peccati del mondo, nell'orto degli ulivi, e si mise a piangere..."Silvia


mercoledì 25 marzo 2015

Ripensando alla Shoah

La Shoah, l'orrendo massacro nei campi di concentramento nazisti, è sempre motivo di grande riflessione.
Ecco alcuni pensieri di giovani studenti delle prime classi dell'Istituto Raineri - Marcora di Piacenza.

"Penso che il dramma della Shoah sia stato una tragedia, perché sono state uccise tantissime persone dai tedesche che, ritenendosi la razza ariana, pensavano di essere gli unici a poter esistere". Leonardo

"E orribile che sia stata fatta una cosa solo per "ripulire" la terra. Quando ne parlo mi sale un nodo alla gola, non trovo il senso di tutto questo." Giulia

"Reprimere le diversità non ci rende più forti o capi di qualcun'altro, ma, anzi, ci fa sembrare degli animali senza cervello." Silvia

"E' una vera e propria tragedia, in ebraico vuole dire distruzione e sta a significare la totale soppressione degli ebrei da parte del nazismo.  Un persona che mi ha fatto riflettere su questo è stato lo scrittore Primo Levi, che ha vissuto l'esperienza dei campi di concentramento." Andrea

"Per me è stata una persecuzione ingiusta, insieme alle leggi razziali. Tutti gli uomini sulla terra sono uguali, senza nessuna distinzione." Giovanni

"Non mi spiego come molte persone abbiano potuto appoggiare un'idea così malata. Nel dramma della Shoah erano compresi ebrei, disabili, omosessuali e malati di mente, ecco, io non capisco come un popolo così forte, diligente e serio come il popolo tedesco non si sia potuto accorgere di questa follia." Chiara

"Sterminare e uccidere milioni di ebrei, tra cui bambini, donne, anziani e uomini che non avevano fatto niente, ha un significato veramente molto grave.
Uccidere solo per essere superiori ad altri è un peccato gravissimo." Samantha

"Penso che nessuno dovrebbe meritarsi tale pena, qualunque sia la sua colpa. Morire di stenti e venendo bastonati è una cosa disumana. Mi chiedo come certe persone possano fare queste cose senza pensare ai loro sentimenti e quindi a quello che possono provare le loro "prede"." Filippo

"L'azione di Hitler doveva essere bloccata prima da qualcuno.
Nel mondo, secondo me, non ci sono diversità tra un uomo nero e un uomo bianco e viceversa, perché questo si chiama razzismo." Luca

"Ricordare significa rompere l'indifferenza: la memoria è necessaria perché gli orrori del passato non debbano più riaffacciarsi in una società civile.
Ciò che i nazisti vollero nascondere, noi lo apriamo a tutti." Alessandro

"Purtroppo l'uomo è capace di fare bruttissime cose nei confronti dei suoi simili". Davide

"Nel tempo quasi tutti i protagonisti diretti dell'olocausto vanno scomparendo. Le loro parole rimangono nei libri. L'importante è ricordare." Beatrice

"La Shoah è avvenuta per tanti motivi, ma uno in particolare: gli ebrei erano accusati di deicidio. cioè di aver ucciso il Figlio di Dio: Gesù Cristo." Michele

"Non mi sembra giusto che delle persone dovessero essere ammazzate solo perché erano considerati inferiori" Gaia

"E' una cosa che non riesco ad immaginare, ma che posso solo descrivere con la parola: inumana." Adele

"E' il dramma più brutto di tutta la storia, perché gli uomini sono tutti uguali e l'uomo non fa razza: siamo tutti figli di Dio:" Simone

"Provo orrore e rabbia, tantissime persone sono morte senza un perché.
Oltre ad avere ucciso le persone fisicamente, sono state anche uccise moralmente e psicologicamente.
E' stato un periodo di terrore senza cuore." Alessandra

"Rabbrividisco al solo pensiero: ci sono state tante famiglie distrutte, bambini e anziani costretti a lavorare e a soffrire ingiustamente." Caterina

"Non ha senso uccidere persone per la loro religione, ognuno è libero di credere nel Dio che preferisce." Camilla

"La Shoah è principalmente basata sull'antisemitismo, ma secondo me la vera causa è l'odio delle persone, la rabbia provocata dalla guerra e l'avidità del denaro." Davide

"La Shoah è stato un avvenimento orribile perché ogni persona a il diritto di vivere e credere in ciò che vuole. Trovo sbagliato inoltre il fatto che questa tragedia veniva tenuta nascosta. I tedeschi tranquillizzavano la popolazione dicendo che avrebbero portato le famiglie più ricche in altre città..." Stefano

"La Shoah è frutto di un cammino verso l'odio totale che nasce quando, proprio noi uomini, dimentichiamo chi ci ha creati e ci diamo tanta importanza da volere essere al centro del mondo e dell'universo..." Alberto

"E' stata un cosa molto brutta, si sono violati i diritti delle persone ridotte come animali senza capacità di agire. Sono state costrette a sperare in un po' di salvezza, ma quest'ultima non è mai arrivata." Maria

"La speranza è l'ultima a morire, ma, in questo caso, gli ebrei sono morti prima della loro speranza..." Alessandra

"Questo dramma è ben presente nella memoria dei popoli, così come i crimini contro l'umanità che hanno contraddistinto la storia contemporanea fino ai nostri giorni." Camilla

Pur immersi in tante cose superficiali gli adolescenti, come emerge da questi pensieri, sono capaci di riflettere...


domenica 22 febbraio 2015

Il Santo Martire Antonino di Piacenza

S.Antonino, bronzo di S. Brizzolesi
Nel III secolo D.C. il politeismo non era più in grado di soddisfare la popolazione, la presenza di troppi dei non dava sollievo o risposte alle inquietudini degli uomini, che preferivano rifugiarsi in religioni che privilegiavano una sola entità superiore su tutte le altre:
- Cristianesimo
- Culti del dio Mitra, Iside e altri.
Sviluppo del Cristianesimo e persecuzioni
Il cristianesimo propose un'idea di unità religiosa del genere umano visto e concepito come un'unica grande famiglia composta da figli di un unico Dio, senza distinzioni di razza, di ceto e quindi di categoria.
Apparso con Cristo, e dunque sviluppatosi nel I secolo D.C., il cristianesimo divenne nel giro di un paio di secoli una religione di una certa importanza.
La gerarchia della Chiesa iniziò a svilupparsi intorno al III secolo D.C, con forme in parte sopravvissute fino ai nostri giorni. (Diocesi, Vescovo, sacerdoti e diaconi)
Non si può comunque dire che la religione Cristiana trovò terreno fertile per svilupparsi e crescere in modo pacifico, fu osteggiata dagli altri gruppi religiosi, additata come nemica dell'impero e, di conseguenza, bandita.
Nel 303, sotto l'impero di Diocleziano, si assistette ad una delle persecuzioni più sanguinarie: Diocleziano aveva imposto a tutti i sudditi il dovere di adorarlo come un dio, e di celebrarlo attraverso un rito pagano che consisteva nel gettare una manciata di incenso nel fuoco, recitando una preghiera.
Molti cristiani si piegarono a questo gesto ma, una frangia di cristiani particolarmente ferventi rifiutarono di eseguirlo, preferendo la morte.
S.Antonino
È difficile ricostruirne con precisione le vicende e la morte.
Secondo la tradizione era un legionario romano, convertitosi al cristianesimo, che subì il martirio il 4 luglio del 303, nei pressi di Travo. Questa data però è basata su ipotesi e congetture, non completamente suffragate da fonti storiche.
Le Fonti storiche
Di Antonino si ha un prima citazione nel “De laude sanctorum” di San Vittricio, vescovo di Rouen.
Dove, nel ringraziare sant’Ambrogio per l’invio di alcune reliquie di martiri cristiani, il Vescovo di Rouen, nel suo discorso sull’importanza dei Santi Martiri, nomina, tra gli altri, Antonino come protettore di Piacenza “curat Placentiae Antoninus”. 
Il testo è databile intorno al 395.
La principale fonte è però “l’Inventio Corporis Sancti Antonini Martyris”, comunemente detta “Inventio”, ovverosia il resoconto della miracolosa scoperta delle spoglie del Santo ad opera di San Savino, vescovo di Piacenza alla fine del IV secolo.
Si tratta del documento storico più antico  è un breve racconto del ritrovamento dei resti mortali del santo,  probabilmente il 13 novembre del 388. 
I resti si trovavano in un ipogeo, su cui in seguito fu edificata l'attuale chiesa di S.Maria in Cortina, e vennero traslati nella basilica Vittoriana, oggi dedicata al patrono. 
Nel testo si accenna agli anni di servizio militare, ma nulla si dice sulla data della morte.
Le Vite del Santo
Le notizie carenti furono ampliate a partire dall’anno 1000 e bisognerà aspettare fino al 1603 per avere una prima organica opera della Vita di S. Antonino pubblicata dal Canonico piacentino Pier Maria Campi.
Un’opera che accoglie in maniera acritica storie e particolari leggendarie che la tradizione aveva elaborato.
Mentre Cristoforo Poggiali (Piacenza, 1721- 1811), bibliotecario erudito ed ecclesiastico, sfrondò la Storia del Santo di tutte le leggende.
Del 1878 abbiamo un altro studio di Gaetano Tononi fino ad arrivare al lavoro del 1986 di Michele Tosi che ha espresso una storia più veritiera di Antonino restituendola alla primitiva identità.
Riassumendo i dati significativi della vi
Le tappe più significative della vicenda di S. Antonino
Riassumendo queste sono le date più importanti, secondo l'agile libretto su Antonino di Gaia Corrao pubblicato da "Il nuovo giornale" della diocesi Piacenza-Bobbio nel 2005.
270        Nasce secondo la tradizione a Piacenza o ad Apamea di Siria, da famiglia nobile e cristiana.
303        Subisce il martirio a Piacenza nel corso della durissima persecuzione contro i cristiani operata dagli imperatori Massimiano e Diocleziano.
388        Le ossa e il corpo decapitato di Antonino martire vengono rinvenute dal vescovo di Piacenza Savino, avvertito in sogno circa il luogo della sepoltura del martire. Con una solenne cerimonia, le sacre reliquie vengono traslate nella vicina chiesa di S.Vittore ora Basilica di S.Antonino.
1615      Solenne riconoscimento delle ossa dei Santi Antonino e Vittore ad opera del vescovo di Piacenza Rangoni.
1878-79 Il beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza, procede ad un’ultima e accurata ricognizione delle reliquie di Sant’Antonino.

giovedì 19 febbraio 2015

Il libro del Tao

Il Taoismo è una religione orientale interessante e da scoprire attraverso i suoi testi...
“L'albero più grande nasce da un piccolo germoglio.
La torre più alta nasce da un mucchietto di terra.
Un viaggio di mille miglia comincia con un passo.”
- Lao Tzu (Tao Te Ching)
“Il rigido e l'inflessibile sono amici della morte.
Il tenero ed il flessibile sono amici della vita.”
- Lao Tzu (Tao Te Ching)
“Riempire troppo non è bene come fermarsi al momento giusto;
affilare troppo una lama le fa perdere il filo.
Riempi la tua casa di tesori e non potrai difenderla.
Ammassa beni, occupa posizioni, mostra arroganza e presto sarai colpito da perdite.
Questa è la via del Cielo: fa il tuo lavoro e poi ritirati quieto.”
- Lao Tzu (Tao Te Ching) CONTINUA



martedì 17 febbraio 2015

Il libro dei Proverbi

Questo libro della BIBBIA fa parte dei Sapienziali.

"Poiché l'Eterno dà la sapienza; dalla sua bocca procedono la conoscenza e l'intendimento" (Pr. 2,6).

"PROVERBI" tratta della teoria e della pratica della sapienza, dipinta come dono soprannaturale, ma caratterizzata da introspezione e conoscenza.

Un libro che, rispetto a quelli narrativi e storici, non racconta di guerre e non invoca un Dio per sconfiggere i nemici... CONTINUA