Nell'incontro con le classi ITAS Piacenza, Africa Mission ha presentato la sua storia che si innesta nelle vicende della cooperazione made in Piacenza.
Ora di religione: un blog aperto a tutti gli studenti per confrontarsi e riflettere insieme...
sabato 8 aprile 2017
Africa Mission - ITAS Piacenza
Nei giorni dal quattro all'otto aprile 2017 due operatrici
di Africa Mission, Valeria e Marcella, hanno incontrato le classi prime e
seconde dell'ITAS Piacenza.
Sono stati momenti interessanti e ricchi di spunti di
riflessione.
![]() |
| Valeria e Marcella |
Ecco le slide che riguardano questo tema
TRASHED Verso rifiuti zero
Il film documentario
Trashed, una produzione Blenheim Films, prodotto e diretto dalla regista
britannica Candida Brady, ha ricevuto una proiezione speciale al Festival di
Cannes 2012.
Il protagonista, Jeremy Irons, vuole proporci l'enorme problema
dei rifiuti sul nostro pianeta.
Nel documentario Irons viaggia in tutto il mondo
testimoniando la distruzione di luoghi bellissimi, ormai irrimediabilmente
contaminati dall’inquinamento.
Si tratta di un percorso investigativo, realizzato con precisione
di informazioni e coraggio della denuncia.
I sentimenti che vuole suscitare il filmato passano dallo
scetticismo e dal dolore ad un sentimento di speranza.
Il film di Brady è accompagnato dalla partitura musicale
originale creata dal compositore premio Oscar Vangelis.
Stralci dall'intervista a Jeremy Irons
"Il film parla del termine, oggi molto in voga,
“rifiuti zero”. Realisticamente quanto possiamo avvicinarci a questo obiettivo?
Qual è il nostro traguardo più importante: ridurre il nostro ciclo dei rifiuti
o adottare dei modi più sensibili di gestire i nostri rifiuti?
San Francisco ha raggiunto quest'anno l'80% di raccolta
differenziata, o “rifiuti zero”. New York, invece, che produce il 1,5% dei
rifiuti totali del pianeta ricicla attualmente solo il 15%. Il governo statale
e quello federale dovrebbero adoperarsi per una legislazione che faccia una
seria politica di gestione dei rifiuti in tutto il paese. Nel Regno Unito vi è
una situazione analoga, con le politiche di gestione dei rifiuti che cambiano
di città in città. Credo che la maggior parte delle persone sia pronta a
collaborare nella riduzione dei rifiuti, ma per incoraggiarle la politica
nazionale dovrebbe essere chiara, e coerente e cercare di coinvolgere tutti.
Anche all'interno di una grande metropoli come Londra vi è
un'enorme discrepanza tra le politiche comunali. Credo che debba essere
progettata e realizzata un'iniziativa di portata nazionale nella gestione dei
rifiuti, che non vanno bruciati o seppelliti. Va invece promossa una la loro
riduzione, accompagnata dal riciclaggio. Quest'epoca, in cui soffriamo un
aumento della disoccupazione, potrebbe essere il momento ideale per la
creazione di un settore nuovo, che potrebbe essere redditizio, creando anche
nuovi posti di lavoro. Se riuscissimo a diventare leader nella tecniche di
riciclaggio questa esperienza potrebbe essere esportata in tutto il mondo.
Come singoli consumatori quanto siamo responsabili di questi
problema globale dei rifiuti? Oppure la responsabilità è tutta da addossare ai
politici, alle autorità e ai leaders del settore?
Il problema riguarda tutti noi e la responsabilità è
collettiva. Siamo tutti informati ed è il momento di essere arrabbiati oppure
di provare vergogna per noi stessi. I nostri politici devono fare quello per
cui sono stati votati.
Devono fare gli interessi veri di chi li ha eletti. Devono
organizzare un sistema che sia capace di ridurre la quantità di rifiuti che
produciamo, sia a livello domestico che a livello industriale, e dovrebbero
lanciare una campagna per incoraggiare il riciclo. La popolazione, e in
particolare i nostri figli, hanno bisogno di essere educati al problema dei
rifiuti. Ad esempio, l'uso di un sacchetto di plastica è sensibilmente
aumentato nell'ultimo anno nel Regno Unito. Se si fosse saputo che c'era la
possibilità che quel sacchetto di plastica sarebbe “ritornato” nel vostro cibo,
la gente avrebbe pensato due volte prima di usarlo. A differenza di tanti
problemi che affliggono il pianete questo è quello più facilmente superabile."
Il film
Emblematico è l'inizio del film Con Jeremy Irons seduto su
una montagna di rifiuti.
Siamo su una spiaggia vicino all'antica città libanese di
Sidone, nel pieno del Mediterraneo a poca distanza dai mari di Egitto, Grecia e
Italia...
L'immagine è devastante.
Siamo di fronte a rifiuti medici e domestici, di liquidi
tossici e animali morti, risultato di 30 anni di consumo di una città come ce
ne sono tante nel mondo.
Ogni giorno, nuovi carichi di spazzatura vengono scaricati
in alto, mentre i detriti e il percolato cadono in basso, nelle acque del
Mediterraneo.
Circondato da una vasta colonia di bottiglie di plastica
abbandonate, Jeremy Irons fissa l'orizzonte ed esclama: "Spaventosa!"
Nel film Jeremy viaggia in tutto il mondo testimoniando la
catastrofe che potrebbe realizzarsi...
La bellezza del nostro pianeta visto dallo spazio forma un
contrasto violento con le scene di detriti sparsi ormai in tutto il mondo.
Queste sono le scene che vengono raccontate dal
documentario:
"Vastissimi paesaggi in Cina sono coperti da tonnellate
di spazzatura; le acque del fiume Ciliwung, in Indonesia, sono ormai appena
visibili, a causa di una marea di plastica che le copre: i bambini nuotano tra
masse putride di sacchetti; le madri lavano i panni nel filtro delle fogne.
Ogni anno buttiamo via 58 miliardi di bicchieri usa e getta,
miliardi di sacchetti di plastica, 200 miliardi di bottiglie d'acqua, miliardi
di tonnellate di rifiuti domestici, tossici ed elettronici.
Li compriamo, li seppelliamo, li bruciamo e poi li
ignoriamo.
Qualcuno pensa a che cosa succede a tutti i rifiuti che
produciamo?
Continuiamo a produrre e a utilizzare cose che non si
degradano."
Jeremy nel film assurge a figura di guida per farci
comprendere gli effetti devastanti dell'inquinamento sul nostro pianeta, egli
vuol farci scoprire cosa veramente
succede a quei miliardi di tonnellate di rifiuti che vanno dispersi ogni anno.
Su una barca nel Pacifico settentrionale, l'attore affronta
la realtà della grande Pacific Garbage Patch e l'effetto provocato dei rifiuti
di plastica sulla vita marina.
"Scopriamo che le diossine clorurate e altri inquinanti
artificiali organici persistenti sono attratti proprio dai frammenti di
plastica.
Questi sono poi mangiati dai pesci, che così assorbono le
tossine.
Noi poi ci nutriamo di questo pesce, accumulando così
prodotti chimici tossici nel nostro corpo, già gravato dall’inquinamento."
Pensiamo di più all'ambiente
Jeremy insieme con la regista Candida Brady ha fatto, con
questo film, un lavoro eccellente.
“Abbiamo fatto questo film perché ci sono tante persone che
sentono il bisogno urgente di affrontare il problema dei rifiuti e della
sostenibilità - dice Irons - C'è bisogno che questo fastidioso argomento sia
compreso e condiviso dal maggior numero possibile di comunità in tutto il mondo
per cercare insieme le soluzioni migliori.
In questo i film possono giocare un ruolo importante,
educando la società, e portando anche argomenti così 'difficili' a un pubblico
il più ampio possibile.
Pensiamo ad esempio a Un Inconvenient Truth di Al Gore.
Lo si ama o lo si odia, ma tutti ne hanno sentito parlare.
I film hanno il potere di arrivare a tutti, ci toccano a
livello emotivo e ci spronano all’azione”.
Candida Brady ha trascorso più di due anni nella ricerca e
nella realizzazione di Trashed, ma la regista si è occupata del problema di
rifiuti e di tematiche ambientali per gran parte della sua vita.
“In quanto asmatica dalla nascita, mi sono sempre
interessata agli effetti dell'inquinamento – spiega Brady - Ma è stato
l’incontro con un medico ambientale (che mi ha salvato la vita) a farmi aprire
gli occhi sugli effetti che l'ambiente ha sulla nostra salute.
Quando ero giovane ero l'unica ragazza con un inalatore,
oggi il numero di ragazzi che lo hanno è cresciuto vertiginosamente”.
Verso lo spreco zero
Il viaggio di Jeremy in mezzo ai tanti disastri sul pianeta
non vuole essere però una lamentosa denuncia senza soluzioni.
Il documentario vuole proporci delle vie d'uscita.
Jeremy incontra persone che hanno cambiato la loro vita e
che oggi non producono quasi più nessun rifiuto.
Il film denunciando con forza la grande economia mondiale,
vuole stimolare una legislazione anti-rifiuti.
Presentando delle realtà che cercano di vivere senza sprechi
il film vuole dirci che il cambiamento è essenziale ed è già partito.
Quindi nel complesso, a mio avviso, siamo di fronte ad un
film che è uno sprone per passare dalla realtà inquinante degli inceneritori e
affini, verso la nuova civiltà dello
spreco zero.
venerdì 31 marzo 2017
I valori dello sport - Incontro con la Bakery Basket Piacenza
Suggestivo e denso di emozioni l'incontro con gli atleti della Pallacanestro piacentina che si è svolto, giovedì 23 marzo 2017, nell'Aula Magna dell'Istituto Raineri Marcora di Piacenza.
Il Coach Furio Steffè ha saputo trascinare i circa 400 giovani studenti in una riflessione avvincente sui valori dello sport.
Guidati dalla slide "LO SPORT E' ...." i ragazzi sono stati stimolati a comprendere il valore dell'impegno e la gioia di raggiungere le mete.
Anche i video sono stati preziosi per capire l'importanza dei sogni da realizzare...
Le testimonianze dei campioni del Basket sono state poi il fiore all'occhiello della manifestazione.
Il Coach Furio Steffè ha saputo trascinare i circa 400 giovani studenti in una riflessione avvincente sui valori dello sport.
Guidati dalla slide "LO SPORT E' ...." i ragazzi sono stati stimolati a comprendere il valore dell'impegno e la gioia di raggiungere le mete.
Anche i video sono stati preziosi per capire l'importanza dei sogni da realizzare...
Le testimonianze dei campioni del Basket sono state poi il fiore all'occhiello della manifestazione.
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C'è acqua per tutti, ma non tutti hanno acqua
Il 22 marzo è una di quelle date da cerchiare di rosso nell'agenda, anzi di azzurro.
È la Giornata mondiale dell'acqua!
L'Associazione Africa Mission essendo attiva da più di 40 anni in Karamoja nella costruzione di pozzi, si è sempre posta l’obiettivo di sensibilizzare quante più persone possibili riguardo un tema di fondamentale importanza, non solo per chi vive in terra africana.
Per questo motivo il Movimento ha organizzato, in collaborazione con la scuola, mercoledì 22 marzo 2017, una mattinata di riflessione sul tema dell'acqua presso l'aula Magna dell'Istituto Raineri Marcora di Piacenza.
L' incontro (aperto al pubblico) ha coinvolto circa 300 ragazzi delle scuole superiori con il tema “C’è acqua per tutti ma non tutti hanno acqua”.
I giovani sono stati sollecitati a riflettere sul significato e l'utilizzo del famoso oro blu, sulla responsabilità a cui tutti siamo chiamati a rispondere per preservare una risorsa che non è infinita.
Il seminario si è strutturato con l'accoglienza e i saluti iniziali a cui ha fatto seguito il video rap "Acqua".
Poi sono intervenuti:
don Maurizio Noberini: "L'acqua simbolo di vita";
dott. Carlo Ruspantini: " L'acqua vita della savana"
prof. Vincenzo Tabaglio: "Acqua per produrre cibo"
Prof. Giuseppe Bertoni: "L'acqua e igiene fattori chiave dello sviluppo umano"
È la Giornata mondiale dell'acqua!
L'Associazione Africa Mission essendo attiva da più di 40 anni in Karamoja nella costruzione di pozzi, si è sempre posta l’obiettivo di sensibilizzare quante più persone possibili riguardo un tema di fondamentale importanza, non solo per chi vive in terra africana.
Per questo motivo il Movimento ha organizzato, in collaborazione con la scuola, mercoledì 22 marzo 2017, una mattinata di riflessione sul tema dell'acqua presso l'aula Magna dell'Istituto Raineri Marcora di Piacenza.
L' incontro (aperto al pubblico) ha coinvolto circa 300 ragazzi delle scuole superiori con il tema “C’è acqua per tutti ma non tutti hanno acqua”.
I giovani sono stati sollecitati a riflettere sul significato e l'utilizzo del famoso oro blu, sulla responsabilità a cui tutti siamo chiamati a rispondere per preservare una risorsa che non è infinita.
Il seminario si è strutturato con l'accoglienza e i saluti iniziali a cui ha fatto seguito il video rap "Acqua".
Poi sono intervenuti:
don Maurizio Noberini: "L'acqua simbolo di vita";
dott. Carlo Ruspantini: " L'acqua vita della savana"
prof. Vincenzo Tabaglio: "Acqua per produrre cibo"
Prof. Giuseppe Bertoni: "L'acqua e igiene fattori chiave dello sviluppo umano"
ACQUA
Una Buona Occasione - A Good Opportunity
Rap di denuncia e di stimolo alla mobilitazione sul tema dell'acqua - artista RAYDEN
Intervento prof. Vincenzo Tabaglio
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mercoledì 22 febbraio 2017
"Vietato morire" di Ermal Meta: significato
Vietato morire è una canzone di Sanremo 2017 che mi ha colpito di cui ho cercato di capire meglio il significato del testo.
Ermal Meta è un giovane artista albanese che sta emergendo nel panorama della musica italiana.
Con l'aiuto del critico musicale Luca Landoni di radiomusik.it, ho scoperto che è possibile farne un’esegesi della canzone analizzandola parola per parola.
Anzitutto il contesto: quello che parla è il figlio di un padre che picchia lui e sua madre.
Ermal Meta è un giovane artista albanese che sta emergendo nel panorama della musica italiana.
Con l'aiuto del critico musicale Luca Landoni di radiomusik.it, ho scoperto che è possibile farne un’esegesi della canzone analizzandola parola per parola.
Anzitutto il contesto: quello che parla è il figlio di un padre che picchia lui e sua madre.
Già dalla prima strofa si rivolge alla mamma, della quale ricorda la collana con la pietra magica che gli aveva regalato e la necessità di crescere in fretta per proteggerla.
Una frase è emblematica, la parte più bella del testo, quando la madre dice al figlio:
“Figlio mio ricorda: L’uomo che tu diventerai non sarà mai più grande dell’amore che dai".
Una frase è emblematica, la parte più bella del testo, quando la madre dice al figlio:
“Figlio mio ricorda: L’uomo che tu diventerai non sarà mai più grande dell’amore che dai".
Insomma l’insegnamento è che la violenza ricevuta non cambia il fatto che solo l’amore conta e rende grande un uomo.
Qui si inserisce anche l’altro passaggio cardine del testo:
“Ricorda di disobbedire perché è vietato morire”.
Qui il significato lo ha spiegato lo stesso Ermal Meta in diverse interviste. Bisogna disobbedire alla violenza, ovvero rifiutarla anche se, come in questo caso, è l’insegnamento che si riceve dal proprio genitore.
La seconda parte ha più vie interpretative.
Vietato Morire – che è anche il titolo del brano – è il risultato della disobbedienza alla violenza, ovvero solo chi non accetta la violenza non muore dentro.
Altro significato è che la violenza è un meccanismo perverso, una spirale che porta alla morte.
Il cantante ha spiegato il senso di "Vietato morire" dicendo che rappresenta il concetto di parlare, comunicare ed esprimersi.
Quindi non bisogna stare zitti e bisogna "disobbedire" di fronte ad ogni forma di prevaricazione e capire il momento giusto in cui bisogna dire "basta".
Qui si inserisce anche l’altro passaggio cardine del testo:
“Ricorda di disobbedire perché è vietato morire”.
Qui il significato lo ha spiegato lo stesso Ermal Meta in diverse interviste. Bisogna disobbedire alla violenza, ovvero rifiutarla anche se, come in questo caso, è l’insegnamento che si riceve dal proprio genitore.
La seconda parte ha più vie interpretative.
Vietato Morire – che è anche il titolo del brano – è il risultato della disobbedienza alla violenza, ovvero solo chi non accetta la violenza non muore dentro.
Altro significato è che la violenza è un meccanismo perverso, una spirale che porta alla morte.
Il cantante ha spiegato il senso di "Vietato morire" dicendo che rappresenta il concetto di parlare, comunicare ed esprimersi.
Quindi non bisogna stare zitti e bisogna "disobbedire" di fronte ad ogni forma di prevaricazione e capire il momento giusto in cui bisogna dire "basta".
Viaggio nel Magistero: EVANGELII NUNTIANDI
L’Evangelii
Nuntiandi è una Esortazione apostolica di Papa Paolo VI, del 1975, che si fonda
proprio sull’ “impegno di annunziare il vangelo agli uomini del nostro tempo”.
Lo stile di
Paolo VI è quello di arrivare al cuore delle persone “animate, dalla speranza,
ma, parimente, spesso travagliate dalla paura e dall’angoscia.” (n.1)
L’allora
cardinale Bergoglio ha citato il documento nel suo intervento in Congregazione
Generale prima del Conclave:
“Pensando al
prossimo Papa, c’è bisogno di un uomo che aiuti la Chiesa a uscire da se stessa
verso la periferia esistenziale dell’umanità, in modo da essere madre feconda
della ‘dolce e confortante gioia di evangelizzare’”.
Frase
ripresa dal n.80 della Evangelii Nuntiandi, dove Paolo VI si appella al fervore
dei santi per evangelizzare, espressione che poi sarà il corollario della Evangelii Gaudium di
Francesco.
Un accenno
importante, dell’Esortazione di Papa Montini, è quello allo Spirito Santo come
agente principale dell’evangelizzazione. “E’ lui che spinge ad annunziare il Vangelo e che
nell'intimo delle coscienze fa accogliere e comprendere la parola della
salvezza.” (75)
Ma la
suggestione più significativa che emerge, a mio avviso, dal documento, è la testimonianza
personale di chi evangelizza.
La mancanza
di coerenza tra il dire e il fare, vissuta da coloro che annunciano il Vangelo,
è un’antinomia fastidiosa e intollerabile.
E’ ormai
universalmente riconosciuta una frase di Paolo VI, rifluita poi nella Evangelii
Nuntiandi, che ne riassume il suo pensiero:
“L'uomo
contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i
maestri lo fa perché sono dei testimoni…”(n.41)
Il testo poi
incalza:
“La Chiesa
evangelizzerà mediante la sua testimonianza vissuta di fedeltà al Signore Gesù,
di povertà e di distacco, di libertà di fronte ai poteri di questo mondo…”
(n.41)
Considerazioni
significative e forti che fanno ben comprendere la strada profetica che la
chiesa deve percorrere con persone autentiche e veritiere.
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