lunedì 11 maggio 2020

Il coraggio di essere umani - video riflessione 4

Riflessioni:
Penso che al giorno d'oggi, soprattutto tra i giovani, non ci sia il coraggio di essere sé stessi.
Si pensa ad apparire bene agli occhi della società, fare certe cose anche contro la propria volontà per non essere etichettato in malo modo dagli amici o dalle altre persone in generale.. costretti quindi ad indossare una maschera per paura di non essere accettati, in un mondo dove il diverso ha iniziato a fare paura.
L'uomo e la sua sopravvivenza è importante ma non la reputo essenziale se vista da un punto di vista naturale, spesso ha apportato danni per egoismo alla terrea fino ad un punto dove riparare ciò che è stato danneggiato è risultato impossibile. (Camilla)

La chiave per la salvezza del genere umano è sapersi accettare, Accettare il diverso e vivere in simbiosi, aiutandosi, proteggendosi e volendosi bene. Cosa molto difficile per tante persone, plasmate con una mentalità molto chiusa il più delle volte, ma che può essere cambiata se si fa vedere loro la diversità come qualcosa di bello, non un fattore limitante, ma un fattore che può permetterci di crescere, di arricchire, di vedere il mondo da un'altra prospettiva. (Deanna)

Credo che sia importante dare luce a se stessi, mostrarsi come si è realmente senza mascherarsi e concentrarsi sulla propria persona, ma bisogna stare attenti a non sfociare nell'egoismo. Pensare a se stessi è tanto importante quanto pensare alla collettività: unione, speranza e coraggio sono i punti chiave per vivere tra le persone, soprattutto in un momento come quello che stiamo passando ora. (Gionata)

La terra non ha bisogno dell’uomo, ma è l’umano che ha bisogno della terra. Io non so perché l’uomo ha bisogno di questa esigenza di fare sempre di più, di esagerare e di modernizzare; io credo che a un certo punto bisogna un’attimo fermarci e riflettere capire cosa sia meglio per noi. (Marta)

È un virus e non guarda in faccia a nessuno prende chi vuole: belli, brutti , simpatici, antipatici, vecchi e giovani, ma forse è per farci capire che non esistiamo solo noi stessi come singole persone, ma esistiamo per essere uniti. (Tiziano)

lunedì 27 aprile 2020

Il valore delle piccole cose (video riflessione 3)


COMMENTI degli studenti

Un aspetto molto importante è il nostro legame con la natura che in questo periodo è stato totalmente rivalutato: si è venuti a capire che rapporto uomo-natura è molto fragile e che l’uomo si deve impegnare per mantenere in equilibrio tale rapporto. Ora che i movimenti sono limitati la natura sta ricominciando a respirare e l’uomo ha capito che molte cose prima considerate essenziali sono invece di secondo piano o addirittura superflue. Il legame più importante, dopo quello tra gli esseri umani stessi, è quello tra l’uomo e la natura che, se rispettata, è in grado di offrirci momenti indimenticabili. (Lorenzo)

Non ci vuole molto per essere felice, non servono macchine, case, soldi, perché alla fine per essere ricchi veramente bisogna fare tesoro delle esperienze che la vita ci offre; per raggiungere la felicità bisogna quindi poter essere in pace con se stessi, circondarsi di persone che ci vogliono bene e soprattutto compiere le scelte con la propria testa, sempre nel rispetto del prossimo. (Edoardo)

Le piccole cose sono quelle che, a volte, si ignorano o si sottovalutano:
l’amico che tiene il posto sul bus, la mamma che cucina, il film visto insieme alla famiglia la sera, la serata fuori con gli amici, un regalo inaspettato. Ma anche le cose più semplici come un uccellino che ti sveglia con il suo canto, il sole, la pioggia, il vivere. (Maria)

Mi sono resa conto dell'importanza delle piccole cose. Mancano le passeggiate con gli amici e con il proprio ragazzo, mancano i baci sotto le stelle, le cene di famiglia la domenica sera, gli abbracci e gli sguardi, manca ridere con le persone che ci circondavano ogni giorno, le chiacchiere e anche i litigi, manca poter andare dai nonni e ridere con loro, mancano i gesti che prima non erano importanti e ora lo sono più di qualunque altra cosa. (Elisa)

Qualche settimana fa sono andato su una collina sopra casa mia con il telescopio. In quel momento mi sono accorto di quanto appunto quelle piccole cose/gesti come un abbraccio, un pensiero, uno sguardo, un sorriso soprattutto questo, un gesto talmente piccolo ma che in realtà è di una importanza abnorme; per questo, essendo lì da solo, sono stato tutta la sera con un sorriso spiazzato in faccia a ripensare a tutti quei piccoli, ma giganti gesti. (Chris)

Ed è proprio vero che non è tanto quello che facciamo, ma l’amore che mettiamo nel farlo a rendere tutto più importante. Mi è piaciuta molto la frase finale di madre Teresa, ma voglio aggiungere un'altra citazione di Theodor Seuss Geisel: “a volte non conoscerai mai il valore di un momento, finché non diventa un ricordo”. (Camilla)

giovedì 2 aprile 2020

Sostanza dei nostri giorni... (video riflessione 2)

Commenti degli studenti
"L'amore ci può salvare e spero anche che l'ignoranza della gente possa sparire lasciando spazio alla tenerezza" (Alessia).
"Ce la faremo a superare questa situazione!!!" (Chiara)
"In momenti duri come questi bisogna mantenere la giusta calma e volersi bene l'uno all'altro..." (Alessandro).
"Restando uniti riusciremo a non buttarci giù e rimanere pieni di speranza. E' un momento utile anche per riflettere su noi stessi, rinnovando i rapporti fraterni e spalancando le porte chiuse" (Erika).
"Se abbiamo paura di confrontarci con noi stessi, come potremo mai capire qual'è il proposito di Dio per noi? Solo scontrandoci con i nostri lati oscuri, troveremo la luce, quell'amore di cui parla il video..." (Simone).
"Bisogna imparare a non nascondersi e a fare tutto ciò che ci viene dal cuore, in modo spontaneo". (Katia).
"Sono riuscita a passare  più tempo con i miei genitori. Ho compreso, in questo periodo, chi tiene veramente a me, ho ritrovato l'amore di tante persone" (Angela).
"Non potrebbe esistere una vita senza amore, senza il calore profondo dei sentimenti. L'amore fa vedere tutto con più luce, con positività, rendendo la vita più semplice..." (Amse)
"Ho iniziato a vedere questa situazione come un'opportunità per stare insieme alla famiglia e riallacciare legami con amici che non sentivo da tempo". (Leonardo)
Il video mi ha fatto ricordare una frase di Gandhi: "Il futuro dipende da cosa decidi di fare tu..." (Michel).
"Ciò che colpisce la mia anima, il mio cuore, è la consapevolezza del sapere che c'è qualcuno sopra di me, che potrebbe aiutare a cambiare le cose, ma mi sembra che stia a guardare..." (Susanna).
"Vivere in questa situazione strana ci permette di stare più a contatto con i nostri cari, mentre prima si viveva poco la famiglia. E' una bellissima occasione per non essere egoisti, aprire il nostro cuore, ritrovare l'affetto e rinnovare i rapporti un po' chiusi, senza soccombere nella tristezza" (Doris).
"Credo che sia giusto dare importanza alle piccole cose, rimanere in casa e fare la nostra parte. Ringrazio i medici che rischiano per noi. L'unica cosa è sperare, credere nelle persone che possono darci aiuto e restare con i propri cari" (Emily)
"Alla fine di tutto questo ne trarremo giovamento non economico, perché sarà un periodo di crisi, ma interiore  e personale, daremo giusta importanza a tutte le persone " (Mauro).
"Ci stiamo rendendo conto che quel "banale nemico" non è più così banale... ci sta distruggendo fisicamente e psicologicamente. Il mondo intero però si è accorto che, unendo le forze di tutti come una sola comunità, si può vincere questa battaglia. Sono convinto che questo nemico invisibile stia facendo anche del bene alla società mondiale permettendo di riscoprire la carità, la solidarietà e la fede" (Riccardo g).
"Siamo in un momento critico della nostra vita, ma bisogna sempre ricordare che: "Il problema non è il problema; il problema è il tuo atteggiamento rispetto al problema" - Jack Sparrow - (Riccardo n).



giovedì 26 marzo 2020

Stringimi forte... 1^ Video riflessione al tempo del coronavirus




Commenti degli studenti di una classe seconda dell'Istituto

In questo periodo c'è da pensare e  riflettere seriamente con la testa, ma soprattutto con il cuore. Rimanendo fermi, distanti l'uno dall'altro, nella solitudine, i pensieri vanno e nella nostra mente affiorano ricordi. Viviamo un periodo duro e difficile. C'è bisogno dell'aiuto reciproco  per stringerci forte come una vera squadra. Dobbiamo sperare nella luce che ci porterà ad un futuro migliore...   (Alec)

Mio nonno è in ospedale da 18 giorni sotto ossigeno, non vedo l'ora che tutto questo finisca per poterlo abbracciare forte e tornare a camminare con lui nella vigna...
Il Papa, durante la benedizione speciale in TV, ha spiegato che siamo in una tempesta e nel buio, ma Dio ci aiuterà. Adesso tutto è triste, però se abbiamo fiducia e preghiamo riusciremo a vincere questo buio e tornerà la luce... (Massimo) 

Al momento i disagi sono innumerevoli, molte cose che sottovalutavamo ora sono le cose che ci mancano di più, non abbiamo neanche più la possibilità di incontrarci, se non tramite uno schermo.
Dobbiamo restare “uniti” anche se separati, solo così potremo superare questo momento e tornare ad ammirare la luce del sole. (Riccardo b)


In questo periodo ho riflettuto molto sul mio modo di essere e ho scoperto lati negativi e altri positivi che non sapevo neanche di avere. Ho scoperto il vero dono della PAZIENZA perché è in questi momenti che l’uomo può conoscere quello che il Signore ci ha trasmesso. Spero tanto che lo squillare delle sirene cessi e ritorni il canticchio degli uccelli che esprime felicità, libertà e prosperità. (Riccardo m)

Mi sono chiesto se il mio modo di comportarmi sia sempre corretto e se affronto le cose nel modo giusto. Penso che se rimarremo distanti, ma uniti nel cuore, ce la faremo al più presto... (Filippo)

Il Coronavirus è stato un virus inaspettato perché non mi sarei mai immaginato questa situazione, così tanti morti e cosi tanti giorni di quarantena... Questo periodo, oltre ai molti lati negativi, ha anche dei lati positivi perché grazie a questa quarantena sto iniziando a studiare di più e a leggere. (Oscar)

Questo video mi ha fatto riflettere molto sulla vita, anche perché oramai siamo a casa da un mese. Sono riuscita ad avere molta pazienza e a parlare con i miei genitori. Mi mancano molto i miei amici, i compagni di classe, i miei nonni e i professori. (Giorgia)

Questo periodo di quarantena mi sta aiutando molto a riflettere sulle cose che prima consideravo scontate come andare a scuola, incontrarsi con gli amici, praticare uno sport…. Io cerco di stare tranquilla anche se non è facile: c’è la paura, la noia, la nostalgia che si fanno sentire sempre di più. Con questa situazione sono riuscita a riscoprire i veri valori della vita e non come prima che non ero mai contenta e ora rimpiango tutto ciò. Fortunatamente i morti e i contagiati stanno diminuendo e la situazione si sta placando un po’ speriamo di poter ritornare presto alla normalità.(Alice)

mercoledì 1 gennaio 2020

Mondialità, cittadinanza attiva e servizio civile

“Avevo 18 anni alla fine della Quarta Superiore, un sabato mattina, in una giornata d’inverno più o meno come questa, mentre ero a letto febbricitante, mia mamma mi sveglia e mi dice che Gianluca, un mio amico, era morto in un incidente la sera prima. Gianluca era una persona con cui condividevo varie cose, interessi, tempo, passioni... Stavo vivendo, come tutti i giovani della mia età, un periodo senza particolari problemi, molto alla superficie delle cose, non avevo grossi pensieri. Questo evento drammatico però mi ha messo molto in crisi sul senso della vita e sono affiorate le grandi domande…”
Sono le parole di Francesco Millione, operatore Caritas che ha catalizzato l’attenzione di più 200 studenti delle classi terze, quarte e quinte dell’Istituto Agrario Raineri di Piacenza, presenti in Aula Magna il 20 dicembre scorso.
Millione, laurea in geologia, qualche breve esperienza lavorativa nel settore poi, dopo alcune esperienze in Caritas, la decisione di dedicarsi esclusivamente al servizio sociale:
“Sono passato dalle rocce alle persone! Ora mi occupo - aggiunge Francesco - di progetti fuori dall'Italia in contesti di emergenza, in paesi in via di sviluppo, in situazioni di conflitti e in Italia con proposte di avvicinamento al volontariato, soprattutto per i giovani fra cui l’esperienza del servizio civile”.
Dal momento della morte del suo amico, per il geologo Millione, sono affiorate tutte le domande possibili:
“La vita può sparire in un attimo, in un secondo… Tutto ciò - ha affermato Francesco - mi ha fatto andare molto in crisi e da allora mi sono interrogato sempre di più sull'esistenza e quell'episodio triste e doloroso è stato come una seconda nascita. Mi sono chiesto come rendere la mia vita più significativa e cosa posso fare per questo mondo?”
La riflessione dell’operatore Caritas, proposta ai giovani del Raineri, è partita dalla sua esperienza di servizio civile presso la casa accoglienza malati AIDS della Pellegrina, dove Francesco ha affermato di avere avuto molti pregiudizi su quelle persone. Però grazie al contatto diretto con questi malati, Millione ha rivisto le sue posizioni capendo che certe situazioni ti possono capitare addosso e lui ha avuto la fortuna di fare altre scelte. “Si fa presto a fare degli errori - ha aggiunto - che ti porti dietro tutta la vita. Alla Pellegrina ho visto molti giovani morire e questo mi ha fatto nascere altre domande…”

Alla fine del millennio precedente, tra il 1999 e il 2000, si parlava molto della cancellazione del debito estero, personaggi della musica come Bono degli U2 e Jovanotti, ma anche lo stesso Papa Giovanni Paolo II smuovevano l’opinione pubblica, in vista del giubileo del 2000, perché si facesse un grande gesto di misericordia cancellando il debito estero dei paesi poveri. Tutto ciò ha incuriosito molto Francesco e in qualche modo ha condizionato le scelte che ha fatto successivamente con esperienze di servizio fuori dall'Italia in zone problematiche come il Congo, in un contesto di guerra.
“Siamo in una situazione mondiale molto complessa - ha affermato Millione - negli ultimi due secoli in realtà l’umanità ha fatto dei passi in avanti notevoli. Dal 1820 al 2015 la povertà estrema, a livello globale, è diminuita enormemente. Se prima era il 94 % della popolazione mondiale impossibilitata ad accedere ai servizi primari, come casa, cibo e cure mediche fondamentali, ora è solo il 10 %. Ci sono stati dei grossi passi in avanti, ma c’è ancora tanto da fare…”
Alla fine della seconda Guerra Mondiale sono sorte le Nazioni Unite, una forma di governo mondiale che lavora per dare un equilibrio, una giustizia a livello mondiale.
La realtà è che, secondo Millione, siamo un po’ lontani da questi sogni…
Si parla di giustizia economica, di diritto ad una equa ripartizione delle risorse, ad un livello di vita adeguato per ogni famiglia.
Cosa è successo, dopo la costituzione dell’ONU? Alcuni paesi sono cresciuti molto nel PIL come gli Stati Uniti e l’Europa, ma la stragrande maggioranza no.
L’operatore Caritas ha snocciolato alcuni dati che fanno riflettere:
“Nel 1985, il 10 % più ricco della popolazione è cresciuto di oltre il 100%, cioè ha raddoppiato le proprie ricchezze nel giro di 15 anni, mentre il 90% è rimasto fermo. Sono i paesi del terzo mondo, alcuni dicono che se la sono voluta, che vogliono rimanere poveri, non fanno niente per crescere…”
Ma come è possibile che 67 persone miliardarie nel mondo possiedano il 50 % della ricchezza globale? Si è domandato Francesco Millione, da una parte 67 persone e dall’altra 7 miliardi, sono dati che scandalizzano. L’1% della popolazione mondiale possiede la stessa ricchezza del rimanente 99%, è un dato del Credit Suisse del 2017. Allora la giustizia economica dove sta?

Partendo da questi interrogativi l’operatore Caritas ha proposto, ai giovani del Raineri, una cittadinanza attiva che vuol dire prendere consapevolezza di avere un ruolo significativo in una dimensione territoriale (qui) e temporale (ora). Ragionare e agire in termini di comunità, di bene comune e di sostenibilità.
L’invito di Millione, rivolto agli studenti, è quello di attivarsi, di caricarsi dei problemi del mondo con coraggio, fiducia, apertura, passione, indignazione e rispetto.
Molte sono le possibilità di scelte di volontariato nel nostro territorio presentate dall'operatore Caritas. Infine la proposta del Servizio Civile Universale con vari settori di intervento che vanno dall'assistenza verso le persone più deboli, alla protezione civile, ambientale e del patrimonio storico e artistico, dalla educazione e promozione della pace, dei diritti alla agricoltura sociale, alla biodiversità e ad esperienze all'estero.
Il servizio civile consiste in 25 ore di lavoro socialmente utili, settimanali, per 12 mesi, retribuite da un contributo spese di 440 euro al mese. Consente di avere una formazione, certificazioni di competenze spendibili nel modo del lavoro e riconoscimento di crediti formativi.



venerdì 27 dicembre 2019

Viaggio in Etiopia. La testimonianza di Silvia studente dell'ITAS



“Ho scoperto come la forza della preghiera e la spiritualità fanno veramente fiorire il deserto”
Cosi parla don Mimmo Pascariello, parroco di Alseno, del suo viaggio in Etiopia svoltosi qualche mese fa insieme alle giovani piacentine Allegra Villaggi, Silvia Faravelli, Lucia Maserati e l’infermiera Annalisa Sfulcini.
Il viaggio ha permesso di scoprire la grande forza interiore delle “Suore della Provvidenza per l’infanzia abbandonata” che   riescono a fare cose notevoli per quelle popolazioni martoriate dalla fame e dalle guerre.
“Abbiamo partecipato alla vita delle suore, alle loro attività e al loro apostolato - continua il sacerdote -, ci siamo resi conto come la provvidenza riesce a realizzare progetti che sembrano impossibili”.
La congregazione religiosa fondata nel 1927, a Piacenza, da mons. Francesco Torta, dal 1971 ha iniziato la missione in Etiopia e da allora ha seminato tanto bene tra quelle poverissime popolazioni.
La delegazione piacentina, guidata da don Pascariello, ha visitato le varie opere delle suore in Etiopia fra cui anche quelle più sperduta di Dawro Konta dove le religiose hanno una scuola materna e un ambulatorio medico.
“L’esperienza in Africa ci ha consentito di scoprire come si riceve molto nel dare agli altri. Quello che abbiamo fatto è poca cosa, ma ci ha permesso di sentire la cordiale gratitudine attraverso gli splendidi sorrisi di tanti bambini”.
Le suore della Provvidenza riescono a portare sulle strade dei poveri villaggi africani una carità straordinaria.
“Mi ha colpito fortemente la genuinità di un popolo - ha aggiunto il parroco di Alseno - che assapora la gioia dalle cose più semplici e tutto ciò è stato un continuo insegnamento di vita”.
Don Mimmo ricorda anche l’incontro con gli “Amici di Monsignor Torta”, giovani ragazzi etiopi che aiutano i bambini del posto cercando di toglierli da situazioni di povertà: “Vorremmo restare in collegamento con loro e creare anche qua a Piacenza una cosa del genere: un gruppo di giovani che ogni anno possa fare un’esperienza missionaria”.
L’impegno è quello di continuare questa collaborazione; infatti già è in programma un viaggio ad ottobre del prossimo anno, con più persone interessate a partecipare, grazie anche alla testimonianza appassionata di Allegra e Silvia che hanno affrontato la loro prima esperienza di volontariato in Africa. “L’avventura nel continente africano ci ha fatto scoprire cosa c’è fuori dal guscio, oltre il nostro quotidiano, rendendoci utili”.
“In due settimane abbiamo visitato varie missioni, percorrendo circa 5000 chilometri - raccontano Silvia e Allegra. “Là abbiamo vissuto proprio come le suore, che ci hanno davvero fatte sentire come a casa. La mancanza della famiglia, unica difficoltà che a volte si faceva sentire, è stata alleviata dal calore dell’accoglienza che ci è stata riservata”.
Allegra parla di un viaggio “da cui si torna più ricchi e con una percezione più nitida del mondo che ti circonda”.
“Vedere un bambino che non sa come scartare una caramella - ricorda Silvia - ti fa capire quanto sei fortunato. Sono cose che ti aprono gli occhi, e ti permettono di apprezzare anche le piccole cose”.

venerdì 1 novembre 2019

Workshop del Gen Rosso a Piacenza

Dostoevskij affermava: "La bellezza salverà il mondo". Il  progetto "Forti senza violenza" del Gen Rosso basa la sua azione sull'arte come strumento di bellezza e armonia e offre una grande opportunità attraverso workshop, prove e spettacoli artistici di coinvolgere migliaia di giovani di diversa fede e origine.
Attraverso tale iniziativa si favorisce l'interazione nel rispetto e nell'apprezzamento reciproco con la valorizzazione dei talenti di ognuno, altrui come dei propri.
Con i suoi progetti in tutto il mondo il Gen Rosso - International Performing Arts Group - lancia messaggi positivi attraverso canzoni, musica luci, immagini e coreografie.
Ecco i video dei Workshop di Piacenza: coreografie, danza, percussioni e canto.