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domenica 6 aprile 2014

Frasi e dialoghi da Blood Diamond

Blood Diamond – Diamanti di sangue, film americano del 2006 con Leonardo DiCaprio, regia di Edward Zwick.

Significativa è le frase del Colonnello Coetzee (Arnold Vosloo) sul legame alla terra africana.
Danny, dammi la mano. Questa terra rossa ce l'abbiamo nella pelle. Gli Shona dicono che il colore viene dal sangue sparso combattendo per questa terra. È casa nostra: tu non lascerai mai l'Africa.

Dinanzi al campo profughi della Guinea. Così si esprime Maddy Bowen (Jennifer Connely) giornalista americana.
Ecco come sono un milione di persone tutte insieme. Al momento è per dimensioni il secondo campo profughi d'Africa. Forse il mondo lo vedrà per un minuto sulla CNN, tra una notizia sportiva e il meteo.

Danny Archer (Leonardo DiCaprio) spiega alla giornalista Maddy Bowen (Jennifer Connelly) il destino dei diamanti insanguinati.
Archer: Io prima contrabbando le pietre oltre confine, dopo i compratori locali le passano ad un compratore a Monrovia.
Maddy: Continua…
Archer: Lui corrompe i doganieri e certifica che i diamanti sono stati estratti in Liberia e che quindi possono essere legalmente esportati. Ora, una volta arrivati ai compratori di Anversa i diamanti
passano ai tavoli di selezione e nessuno più da domande. Quando poi arrivano in India le pietre sporche vengono mescolate con pietre legali, provenienti da tutto il mondo e, a quel punto, diventano diamanti come tutti gli altri.
Maddy: E la Van de Kaap lo sa tutto questo?
Archer: “Si, al mio arrivo a Londra incontro Simmons. Domanda e offerta, controlli l’offerta e mantieni la domanda alta. Dunque c’è un caveau sotterraneo dove tengono tutte le pietre che comprano per tenerle fuori dal mercato, così possono mantenere alto il prezzo. Se i ribelli vogliono invadere il mercato con dollari di pietre grezze, una società come la Van de Kaap, la quale afferma che sono rare, non può permettere che questo accada. Specialmente quando chiede ad un povero scemo di sborsare tre mesi di paga per comprare un anello di fidanzamento. Tecnicamente parlando loro non finanziano la guerra, ma creano le condizioni per cui è meglio che la guerra continui. Mi sono spiegato?
Maddy: Si, e dov’è la mia prova?
Archer: Nomi, date, numeri di conto. Se pubblichi una parola di questa storia prima che consegni la pietra, io sono morto. Dopo che gliel’ho consegnata lascio il continente per sempre.
Maddy: E se non riesci a portare fuori il diamante?
Archer: Allora scrivi quello che ti pare, a quel punto sarò morto.

Dialogo con Benjamin Kapanay (Basil Wallace), maestro della scuola che accoglie gli ex ragazzi soldato.

Benjamin: Io conosco tutti i ribelli da quando erano bambini, il comandante locale ha ancora paura che io lo mandi in castigo dietro la lavagna.
Archer: E lei crede che, viste le vostre buone intenzioni, vi risparmieranno?
Benjamin: Il mio cuore mi dice che le persone, in fondo, sono buone. La mia esperienza suggerisce il contrario. Mi dica come la vede lei, Mr. Archer? Nella sua carriera di “giornalista” ha trovato che le persone sono in fondo buone?
Archer: No, Direi che sono solo persone.
Benjamin: Esatto. E’ quello che fanno che le rende buone o cattive. Un momento di amore, anche in un uomo malvagio, riesce a dare significato ad una vita: Nessuno conosce il cammino che conduce a Dio.

Dialogo tra Danny Archer e Maddy Bowen.
Maddy: Hai perso tutti e due i genitori?
Archer: E’ un modo carino di dirlo. Mamma fu stuprata e uccisa. Papà fu decapitato e attaccato a un gancio nel fienile. Avevo nove anni. Piangevo… A volte mi chiedo se Dio ci perdonerà mai per quello che ci siamo fatti. Poi mi guardo intorno e mi rendo conto che Dio ha abbandonato questo posto tanto tempo fa.

Monologo di Solomon Vandy (Djimon Hounsou)
Io capisco che i bianchi vogliono i nostri diamanti. Ma come fa il mio popolo a fare questo a se stesso?  Mio figlio è bravo. Quando diventerà grande e la pace arriverà, questo paese sarà un paradiso.

Dialogo memorabile tra Solomon e Danny Archer: due mondi e mentalità a confronto….
Solomon: Tu quanti anni hai?
Danny: Io? Trentuno.
Solomon: E non hai una moglie?
Danny: No.
Solomon: Niente figli?
Danny: No.
Solomon: E niente casa?
Danny: No.
Solomon: Però hai i soldi... Sì?
Danny: Sì, un po'.
Solomon: Ma non abbastanza.
Danny: No.
Solomon: Se prendi questo diamante avrai abbastanza soldi... Sì?
Danny: Sì!
Solomon: E allora avrai una moglie e dei figli.
Danny: Probabilmente no. No.
[Solomon ride]
Danny: Che c'è? Eh? Che c'è?
Solomon: Io non capisco.
Danny: Sì. Allora siamo in due, fratello.

Solomon dinanzi a suo figlio
So che ti hanno fatto fare cose cattive, ma tu non sei un ragazzo cattivo… Io sono tuo padre e ti voglio bene e tu ora verrai a casa con me e sarai mio figlio.

Una delle scene finali, quando Danny ferito gravemente chiama Maddy al cellulare
Maddy: Pronto? Maddy Bowen.
Danny: Ciao. Credevi che non ti chiamassi, eh?
Maddy: Sono così felice che tu l'abbia fatto. Ehm... e quando ci vediamo?
Danny: ...Maddy, vorrei che tu mi facessi un altro favore, eh?...Dovresti andare incontro a Solomon. A Conakry.
Maddy: In Guinea? Perché vuoi che vada in Guinea?
Danny: ...Abbiamo trovato suo figlio... devi dargli una mano. Hai capito? Maddy...
Maddy: Sei ferito. Sei ferito?
Danny: Sì, be', ho qualche problema.
Maddy: Ok. Tu... tu dimmi dove ti trovi. Archer?
Danny: ...Ho un panorama incredibile davanti agli occhi... vorrei che fossi qui, Maddy.
Maddy: Ok. Allora vengo subito da te. Devi solo dirmi dove ti trovi.
Danny: ...Non è il caso.
Maddy: Sei ancora a Kono? Perché se è così ti mando subito qualcuno.
Danny: Maddy, devi trovare un posto sicuro per quel ragazzo, d'accordo? Cerca di tenerlo nascosto. Fai in modo che Solomon arrivi a Londra. Lui porta qualcosa con sé, ma, ma gli servirà il tuo aiuto.
Maddy: Ma perché non l'hai portato tu?
Danny: Hai visto? Hai una vera storia adesso... sai che articolo scriverai... È stato bello conoscerti. Lo sai, vero?
Maddy: Sì, io... è stato molto bello anche per me. E vorrei tanto poter essere lì con te.

Danny [Ultime parole]: Sì, lo so... ma io sono esattamente dove è giusto che mi trovi. [Danny aggancia il telefono, e muore poco dopo mentre il sole tramonta]

domenica 30 marzo 2014

Blood Diamond

Dopo l'incontro con Emergency, la riflessione sul tema delle guerre nel mondo è continuata con la visione, in alcune classi, del film Blood Diamond.
Un film, con scene forti, che invita a riflettere sull'orrore delle guerre e, nel caso della Sierra Leone, sulla realtà, purtroppo drammatica, dei bambini soldato.

Il regista di questo film è Edward Zwick, e come nei suoi precedenti lavori di regia (“L‘ultimo samurai”, “Attacco al potere” ecc.) coniuga, con sempre più impressionante maestria la narrazione, l’azione, ed una caratteriale forza emotiva dei personaggi, che danno alla narrazione del film un corpo solido e coeso, accattivante, dalla prima all’ultima scena. 
L’ambientazione è nella Sierra Leone, teatro di una guerra civile che ha avuto inizio negli anni ’90. 
In questa terra d’Africa la vita umana ha un valore legato alla ricerca di quei sassolini luccicanti e preziosi che sono i diamanti. Solomon Vandy (Djimon Hounsou), ha la vita sconvolta dalla guerra civile. 
Viene sottratto alla sua famiglia, fatto prigioniero dai ribelli, e reso manovalanza nelle miniere per l’estrazione dei diamanti. 
Solomon, setacciando il terreno fangoso, pesca un grosso dia- mante rosa, d’inestimabile valore. 
Riesce a nasconderlo, in un momento fortunato, durante lo svolgimento infernale di una battaglia civile. Danny Archer (Leonardo Di Caprio), ex mercenario dello Zimbabwe, è un mercante di diamanti, che naviga in un giro di corruzione e violenza senza scrupoli. 
Le vite di questi due personaggi ad un certo punto della storia confluiscono, accomunando i loro destini, e la pietra preziosa è l’oggetto di questo sodalizio. 
Danny Archer vuole mettere le mani su quella pietra, che gli permetterà, piazzandola ai trafficanti, di uscire da quel giro micidiale di morte e di corruzione. E Salomon, che sa dove l’ha nascosta, in un certo senso accetta il patto di dare in cambio la pietra pur di ricompattare la sua famiglia, ormai dispersa. 
I due personaggi affrontano situazioni infernali, uniti, nella lotta, in compagnia di una tenace giornalista americana, Maddy Bowen (Jennifer Connelly), che si trova in Sierra Leone per scoprire gli interessi economici e politici che si nascondono dietro la ricerca dei “diamanti insanguinati”. 
Un giro losco e crudele a livello internazionale, che vede accomunati i leader dell’industria dei diamanti, senza alcun principio morale. 
La giornalista Maddy ha capito che Danny Archer può essere fonte di verità per le sue ricerche, al fine di scoprire il grosso giro sotterraneo del commercio delle pietre preziose. E così offre il suo aiuto ai due avventurieri, per attraversare il territorio dei ribelli. 
Durante il viaggio, Salomon apprende che il figlio è nelle mani dei ribelli, e fa parte dell’esercito dei baby-soldati. 
Il pescatore di Mende, da quel momento ha un solo scopo: recuperare suo figlio, a tutti i costi, ed il diamante sarà l’oggetto dello scambio. 
“Blood Diamond” è un film straordinario nelle sue materie d’espressione, come le splendide immagini fotografiche che ritraggono quei luoghi dell’Africa devastati da una guerra d’interesse internazionale. La narrazione è fluida ed avvincente, così la recitazione. 
Sempre più valido come attore-professionista Leonardo di Caprio, disinvolto nella cinicità ed arroganza che caratterizza il suo personaggio. 
Grande merito alla scenografia. Le riprese dall’alto delle bidonville della popolazione della Sierra Leone sono mozzafiato. 
Le scene di guerriglia non sono mai banali, a tratti riportano alla memoria l’ambientazione scenica del film di Coppola: “Apocalypse Now”. Ed è proprio questa l’idea che alla fine Edward Zwick riesce a trasmettere: una storia apocalittica, sulla miseria umana che usa due pesi e due misure nei riguardi di quelle popolazioni, come quella Africana, afflitta da guerre fratricide, senza sapere neanche la ragione di fondo che alimenta i conflitti all’interno del paese. 
I diamanti rappresentano il valore che garantisce denaro, tanto denaro. Ma il prezzo di queste pietre è molto più alto del loro valore di business commerciale, sono pietre sporche di sangue. “Blood Diamond” è alla fine un film che attraverso il viaggio disperato dei protagonisti, l’avventura, la dinamicità dell’azione scenica, parla di politica, senza retorica, spiattellando sullo schermo situazioni e condizioni di vita reale, lasciando sul volto dello spettatore soddisfazione per il film visto, ma anche un messaggio forte, che sicuramente lavorerà nella sua mente. 
(recensione  di Rosalinda Gaudiano da http://www.cinema4stelle.it/)



martedì 18 marzo 2014

Emergency nelle scuole

Un progetto molto interessante da utilizzare nelle scuole è quello di Emergency rivolto agli studenti di ogni grado.
Sperimentato nell'Istituto Raineri di Piacenza con alcune classi ha suscitato molto interesse.

RACCONTARE LA PACE
Emergency per la scuola secondaria.

Parallelamente all’attività umanitaria, Emergency promuove iniziative volte a diffondere una cultura di pace e di rispetto dei diritti umani, attingendo alla sua esperienza diretta in zone di guerra e di povertà ed utilizzando la testimonianza come strumento di informazione.
Le tracce propongono ai ragazzi resoconti e immagini provenienti dai paesi in cui opera Emergency e intendono trasmettere un messaggio positivo: si può fare concretamente qualcosa per restituire una vita dignitosa alle vittime della guerra e della povertà, contribuendo alla costruzione di un futuro di pace.

COME SI SVOLGONO GLI INCONTRI
- L’incontro-tipo dura 2 ore e si rivolge preferibilmente a classi singole, o comunque a gruppi di partecipanti coetanei e con preparazione omogenea sui temi trattati, in numero non superiore a cinquanta; meno efficace, secondo la nostra esperienza, l’intervento in assemblee d’istituto.
- Le presentazioni utilizzano delle tracce fotografiche prodotte da Emergency con immagini originali; ogni presentazione può inoltre essere integrata con la proposta di brevi filmati sul tema di cui si è parlato.
- É necessario quindi che la scuola disponga di un’aula idonea all’incontro, di un PC con lettore CD, di un proiettore ed eventualmente di un lettore DVD e/o VHS.
- Alcune tracce sono utilizzabili come primo (o unico) incontro, per classi o gruppi di ragazzi che non abbiano già conosciuto Emergency; altre sono indicate invece preferibilmente come secondo incontro, perché propongono approfondimenti su temi specifici e presuppongono la conoscenza dei temi più generali già proposti da Emergency. É comunque possibile concordare, sulla base di specifiche esigenze didattiche, percorsi particolari o di più incontri su temi diversi.
- Per nessuna delle tracce proposte sono necessarie preconoscenze di carattere storico o geografico.
- Tutti gli incontri sono gratuiti.
Gli incontri realizzati presso l'Istituto Raineri di Piacenza hanno avuto come tema:
“Emergency: la pace e la guerra”
Che cosa è la guerra?
Come è cambiata nel tempo?
Chi sono le vittime delle guerre di oggi?
L’obiettivo di questa traccia è guidare i ragazzi in una lettura completa e ragionata delle guerre di oggi, per concludere che ogni guerra porta come inevitabile conseguenza la violazione di tutti i diritti umani.
Raccontare gli interventi di Emergency nelle zone di guerra, o nei paesi in cui la guerra, se pur terminata, ha lasciato ferite profonde ancora vive, sarà dunque un modo per far riflettere e costruire insieme una autentica cultura di pace.
Durata: 2 ore
Consigliato come primo (o unico) incontro.
Per ragazzi della scuola secondaria di primo e di secondo grado.

L'incontro, che ha raccontato l'evoluzione delle guerre, ha mostrato chiaramente come gli odierni conflitti sono quelli che hanno aumentato enormemente il numero di civili coinvolti.
L'opera di Emergency nei paesi martoriati dalla guerra si rivolge a tutti senza nessuna distinzione, offrendo cure gratuite secondo il diritto fondamentale alla salute per tutti gli uomini.