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mercoledì 27 febbraio 2019

GEN ROSSO


Ascoltare il gruppo musicale internazionale Gen Rosso è sempre un'esperienza straordinaria.
Un live acoustic all'Università Cattolica di Piacenza, nella serata del 26 febbraio 2019, è riuscito a trasmettere il messaggio di vita, di pace e di amore che la compagine musicale porta in tutto il mondo.


"L’esibizione ha rappresentato il momento conclusivo della due giorni di eventi organizzati dall’ateneo piacentino in occasione del ventennale della Laurea Honoris Causa conferita a Chiara Lubich dalla Facoltà di Economia, per aver ispirato il progetto per un’Economia di Comunione.
Musica, storie, racconti e testimonianze di vita: il Gen Rosso ha dato vita ad uno spettacolo capace di coinvolgere, emozionare e divertire, mostrando ancora una volta l’attualità del messaggio di Chiara Lubich.
A tal proposito, in apertura di concerto, la preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza della Cattolica Anna Maria Fellegara ha voluto sottolineare come “quella di consegnare la Laurea Honoris Causa a Chiara Lubich fu una scelta lungimirante, in quanto – a vent’anni dal conferimento – le sue idee e la sua visione completamente innovativa del mondo, hanno resistito alla prova del tempo, dimostrandosi oggi ancora attuali”. da piacenzasera.it






Due pezzi a seguire, emblema del gruppo, che hanno scaldato il cuore degli  appassionati:
Hopes of peace e Un'altra umanità




martedì 3 febbraio 2015

Kaillash Satyarthi: chi è?

L'indiano Kailash Satyarthi, 60 anni che, con la pachistana Malala Yousafzai, ha vinto il premio nobel per la pace 2014, è un attivista dei diritti umani.
Sin dagli anni '90 è impegnato nella lotta contro il lavoro minorile con la sua organizzazione bachpan bachao andolan. 
La sua azione ha permesso di liberare almeno 80.000 bambini dalla schiavitù, favorendone la reintegrazione sociale.

Interessante per cogliere il suo pensiero l'intervista rilasciata a New Delhi al giornalista Daniele Pagani

La domanda sarà scontata, ma come non farla: come ha accolto la notizia?
Questo premio è un riconoscimento ed un onore per i milioni di bambini che ancora sono in schiavitù, che sono privati della loro infanzia, dell’educazione, ma soprattutto del loro diritto fondamentale alla libertà. Voglio ancora una volta ricordare e richiamare all’attenzione il fatto che ci sono ancora molti, troppi bambini che lavorano come schiavi nelle fabbriche di mattoni, nelle case, nelle miniere. Spesso rimangono invisibili. Questo premio è per loro, ma è anche per gli indiani: l’India è forse la madre di centinaia di problemi ma è anche anche la madre di milioni di soluzioni.
Lei sta dividendo il Nobel con una cittadina pakistana. Come legge questa situazione alla luce delle recenti tensioni tra i due paesi?
Credo che sia stata una grande decisione, un messaggio che non deve arrivare soltanto ai governi, ma soprattutto ai cittadini. Ho lavorato con organizzazioni pakistane per molti anni, sono stato lì spesso e conosco la gente. Ho sempre pensato che una convivenza pacifica sia e debba essere possibile. Possiamo e dobbiamo vivere in pace nel nome dei comuni valori dell’umanità, soprattutto quando parliamo di infanzia. I bambini devono nascere e crescere nella pace, devono divertirsi e viversi l’istruzione come esseri umani liberi.
Spesso la povertà è considerata origine dello sfruttamento minorile…
Il fatto che la povertà sia causa e perpetuazione del lavoro minorile è solo ed assolutamente un mito. È in realtà il lavoro minorile a permettere alla povertà e all’analfabetismo di continuare ad esistere. Non possiamo più nasconderci dietro alla scusa della povertà come origine dello sfruttamento minorile e del furto dell’infanzia dei nostri bambini. È inaccettabile.
Come investirà il denaro ricavato da questo premio?Ancora è presto per dirlo, parlerò con i miei collaboratori e soprattutto parlerò con i bambini e cercheremo di capire quale è il modo migliore per utilizzare il denaro.
Che cosa le ha fatto scegliere di intraprendere questo lavoro?Tutto è nato dalla compassione, quando avevo cinque o sei anni. Per la prima volta, nella mia città natale ho visto un bambino che aveva la mia stessa età lavorare con il padre; proprio davanti alla mia scuola. Provavo un sentimento contraddittorio: da una parte io ero contento e studiavo con gioa, dall’altra c’era lui che, invece, lottava per la sua infanzia e per il suo sostentamento. Chiesi ai miei genitori e al mio maestro come fosse possibile e mi diedero la stessa risposta: sono bambini poveri e quindi lavorano. Non mi convinsero. Un giorno chiesi al padre di quel bambino, come mai non mandasse il figlio a scuola; mi guardò come se gli stessi facendo una domanda assurda e mi rispose: noi siamo nati per lavorare. Rimasi stupito ed attonito. Perché qualcuno era nato per lavorare mentre io, invece, me ne andavo a scuola sereno? Queste domande mi hanno sempre accompagnato e il non aver trovato una risposta convincente mi ha portato a iniziare a combattere.

Si tratta di un personaggio da conoscere meglio a questo proposito propongo un filmato dove Kailash proclama il suo discorso nell'accettazioane del premio Nobel.
E' un testimonianza suprema di una figura di grande rilevo sociale.
Lo si può ascoltare nella seconda parte della puntata Frontiere dello Spirito del 18 gennaio:
CLICCA



mercoledì 21 gennaio 2015

Storia di Malala

Storia di Malala è il libro scritto da Viviana Mazza, giornalista del Corriere della Sera.
Il libro è dedicato alla ragazza pakistana che ha ricevuto il Nobel per la Pace 2014.
La sua vicenda è ben raccontata nel libro     CONTINUA





Il libro di Viviana Mazza




















Malala all'Onu nel luglio 2013














martedì 18 marzo 2014

Emergency nelle scuole

Un progetto molto interessante da utilizzare nelle scuole è quello di Emergency rivolto agli studenti di ogni grado.
Sperimentato nell'Istituto Raineri di Piacenza con alcune classi ha suscitato molto interesse.

RACCONTARE LA PACE
Emergency per la scuola secondaria.

Parallelamente all’attività umanitaria, Emergency promuove iniziative volte a diffondere una cultura di pace e di rispetto dei diritti umani, attingendo alla sua esperienza diretta in zone di guerra e di povertà ed utilizzando la testimonianza come strumento di informazione.
Le tracce propongono ai ragazzi resoconti e immagini provenienti dai paesi in cui opera Emergency e intendono trasmettere un messaggio positivo: si può fare concretamente qualcosa per restituire una vita dignitosa alle vittime della guerra e della povertà, contribuendo alla costruzione di un futuro di pace.

COME SI SVOLGONO GLI INCONTRI
- L’incontro-tipo dura 2 ore e si rivolge preferibilmente a classi singole, o comunque a gruppi di partecipanti coetanei e con preparazione omogenea sui temi trattati, in numero non superiore a cinquanta; meno efficace, secondo la nostra esperienza, l’intervento in assemblee d’istituto.
- Le presentazioni utilizzano delle tracce fotografiche prodotte da Emergency con immagini originali; ogni presentazione può inoltre essere integrata con la proposta di brevi filmati sul tema di cui si è parlato.
- É necessario quindi che la scuola disponga di un’aula idonea all’incontro, di un PC con lettore CD, di un proiettore ed eventualmente di un lettore DVD e/o VHS.
- Alcune tracce sono utilizzabili come primo (o unico) incontro, per classi o gruppi di ragazzi che non abbiano già conosciuto Emergency; altre sono indicate invece preferibilmente come secondo incontro, perché propongono approfondimenti su temi specifici e presuppongono la conoscenza dei temi più generali già proposti da Emergency. É comunque possibile concordare, sulla base di specifiche esigenze didattiche, percorsi particolari o di più incontri su temi diversi.
- Per nessuna delle tracce proposte sono necessarie preconoscenze di carattere storico o geografico.
- Tutti gli incontri sono gratuiti.
Gli incontri realizzati presso l'Istituto Raineri di Piacenza hanno avuto come tema:
“Emergency: la pace e la guerra”
Che cosa è la guerra?
Come è cambiata nel tempo?
Chi sono le vittime delle guerre di oggi?
L’obiettivo di questa traccia è guidare i ragazzi in una lettura completa e ragionata delle guerre di oggi, per concludere che ogni guerra porta come inevitabile conseguenza la violazione di tutti i diritti umani.
Raccontare gli interventi di Emergency nelle zone di guerra, o nei paesi in cui la guerra, se pur terminata, ha lasciato ferite profonde ancora vive, sarà dunque un modo per far riflettere e costruire insieme una autentica cultura di pace.
Durata: 2 ore
Consigliato come primo (o unico) incontro.
Per ragazzi della scuola secondaria di primo e di secondo grado.

L'incontro, che ha raccontato l'evoluzione delle guerre, ha mostrato chiaramente come gli odierni conflitti sono quelli che hanno aumentato enormemente il numero di civili coinvolti.
L'opera di Emergency nei paesi martoriati dalla guerra si rivolge a tutti senza nessuna distinzione, offrendo cure gratuite secondo il diritto fondamentale alla salute per tutti gli uomini.