Ecco la testimonianza di un ospite.
Ora di religione: un blog aperto a tutti gli studenti per confrontarsi e riflettere insieme...
mercoledì 13 febbraio 2019
La Pellegrina Piacenza - Casa Accoglienza malati Aids
Un luogo che fa riflettere per incontrare un mondo fragile, dove gli studenti hanno vissuto momenti intensi di confronto e ascolto.
Ecco la testimonianza di un ospite.
Ecco la testimonianza di un ospite.
venerdì 25 gennaio 2019
Giovani, da dove nasce la violenza
Il susseguirsi di questi episodi tra ragazzi nei confronti dei coetanei, dei professori e dei genitori, dà l’impressione di assistere ad un dilagare di certe condotte messe in atto da giovanissimi sempre più inconsapevolmente violenti.
Alla luce anche delle risse tra gruppi di adolescenti a Piacenza e agli ultimi fatti di vandalismo in una scuola di Pisa, il prof. Tonna si è confrontato con Francesco, Andrea, Sebastian e Giovanni, studenti dell’Istituto Raineri – Marcora di Piacenza.
martedì 15 gennaio 2019
Il ricordo, durante le esequie, della prof. Mariapia Poggi

Si è spenta improvvisamente la vicepreside del Raineri -Marcora di Piacenza. A causarne il decesso sarebbe stato un malore. La scomparsa della docente ha suscitato vasto cordoglio nel mondo della scuola a cui ha dedicato tutta la sua vita. Emozionante il momento delle esequie, del 12 gennaio 2019, nella Collegiata di Fiorenzuola, dove è stata ricordata con una commovente testimonianza.
"Vi sono momenti nei quali non dovremmo violare il silenzio: è l'unica descrizione degna del dolore. Le parole sono drammaticamente misere quando cercano di fissare nella memoria il significato di tutta una vita, ma sono la sola consolazione di cui disponiamo per cercare di contenere il senso della nostra impotenza davanti alla morte, soprattutto di una morte improvvisa come quella della nostra Pia, una morte che ci ha lasciati increduli e storditi, una morte prematura. Ma le faremmo un torto se pensassimo che Pia non abbia avuto il tempo di realizzarsi, come se questi suoi anni non li avesse arricchiti e dilatati di tutta la passione di cui era capace. Era una donna forte, volitiva e al contempo umana. Era dotata di una intelligenza acuta e della straordinaria capacità di comporre la complessità del vivere in una visione d'insieme lucida e razionale, coerente. Quando ne abbiamo avuto la necessità, abbiamo tutti trovato la sua porta aperta. Pia c'era. Lei era, senza falsa retorica, il nostro insostituibile punto di riferimento. Vedevi quegli occhi azzurri fissarsi nei tuoi e sapevi che già stava pensando a possibili soluzioni, a contenere le problematiche, piccole o grandi che fossero, con quell'arte della sottile diplomazia delle persone che sanno contemperare cuore e ragione, senza mai alzare i toni, con rispetto. Pia non si imponeva, ma suggeriva, ti aiutava a fare le scelte giuste, a traguardare per cogliere nuove prospettive, perché non ha mai smesso di essere un'educatrice, nel senso etimologico del termine. Chi l'ha conosciuta bene sa che era una professionista esigente, ma anche quando arrivava un rimbrotto, i modi erano bonari, quelli di una sorella maggiore che vede l'errore e ti corregge perché ti vuole bene. Pia era la nostra "signora del tempo" e tanto ne ha dedicato al suo lavoro, con abnegazione, consapevole che la Scuola rappresenta la "gestazione" della società del domani e non vi è compito più delicato e più impegnativo del prendere in carico esseri umani, averne cura e restituirli nel pieno del loro sviluppo alla società. Oggi la sua assordante assenza ci restituisce la misura della sua dedizione. Pia si è talmente identificata in questa istituzione, in questa comunità educativa che ha lasciato un vuoto enorme, un vuoto affettivo, progettuale, di identità: la Scuola ha perso la sua memoria storica, non sarà più la stessa. Questo lo può fare solo un'anima grande. Ed è in questo che si misura una vita, non in anni. Ciao Pia, che la terra ti sia lieve.
Paola Prazzoli
Mariapia i tuoi colleghi, gli studenti del campus Agroalimentare Raineri Marcora sono qui vicino a te.
Guardando oltre l’apparenza vogliamo scrutare aldilà delle cose e, nella fede, vedere che, con grande coraggio e dignità, hai passato quella "porta" e oggi sei nella luce.
Vogliamo fare un viaggio nei ricordi per non dimenticare la tua forza, il tuo entusiasmo, la tua generosità con cui sapevi dare tanto a tutti sempre.
Le tue ultime parole che ci hai rivolto, il tuo sorriso saranno sempre con noi.
Con questi sentimenti ti affidiamo al Dio della vita nella certezza che tu possa essere in pace.
giovedì 13 dicembre 2018
AVERE un AMICO AUTISTICO è una sfida bellissima
Ricco di
emozioni l’incontro con l’Associazione “Oltre l’autismo”, svoltosi nell’Aula
Magna dell’Istituto Raineri di Piacenza.
L’Associazione
“Oltre l’autismo” nasce a Piacenza nel maggio 2003 con lo scopo di far
conoscere questa sindrome e si pone, come finalità, il miglioramento della
qualità di vita delle persone con autismo e patologie correlate
“L’autismo è
definito da qualcuno come un puzzle con un pezzo mancante… Ho sperimentato il
mio “autismo” come un cesto, con molti puzzle diversi, tutti mescolati tra loro
e a ciascuno manca qualche pezzo, ma c’è qualche pezzo in più che non
appartiene a nessuno di quei puzzle.”
Sono intervenuti Patrizia Chiappa, coordinatrice dei progetti, Simone Rausa, psicologo e responsabile progetti di "Oltre l'autismo". Toccanti le parole di Maria Grazia Ballerini, presidente dell’Associazione, mamma di Luca, ragazzo autistico.
Sono intervenuti Patrizia Chiappa, coordinatrice dei progetti, Simone Rausa, psicologo e responsabile progetti di "Oltre l'autismo". Toccanti le parole di Maria Grazia Ballerini, presidente dell’Associazione, mamma di Luca, ragazzo autistico.
“Spesso
questi figli sono considerati ragazzini che hanno vizi… perché si comportano
male….
Luca ce ne ha
fatto passare di tutti i colori, quand’era piccolo e venivano gli educatori in
casa, uscivano piangendo perché ricevevano sputi, spintoni, pizzicotti. Il
problema di Luca era quello di non riuscire a parlare, aveva grossi problemi di
comunicazione”.
La
disabilità mentale è una delle più difficili. È dura accettare chi ti fa del male
perché questi ragazzi hanno “comportamenti problema”.
Non è facile
amare chi costantemente ti fa del male, chi ti provoca, ti tocca sul vivo…
“I genitori
di fronte a questi modi di agire - ha ribadito Maria Grazia - devono mettersi
in gioco. Però non è facile che gli altri capiscano i grossi problemi che sono
dietro a questi ragazzi, allora spesso le famiglie si chiudono… Hanno però
bisogno di amici anche loro. Vi capisco, scegliere di avere un amico autistico
non è una cosa semplice, però credetemi è una sfida bellissima!
Entrare nel
loro mondo, quando hai delle conoscenze, ti viene meno la paura che è quella di
non sapere cosa fare. Infatti è quando ti metti veramente in ascolto che comprendi
una persona, comprendi degli aspetti che prima non avevi considerato.
La vita è
una unica e irripetibile, la partita è questa, siamo tutti coinvolti…
Cosa posso
fare io? Ognuno può dare il suo piccolo
contributo. Solo tutti insieme si vince la battaglia dell’inclusione sociale.
Vogliamo costruire il futuro di questi ragazzi. La scuola è il trampolino di
lancio fondamentale ed è il miglior progetto di inclusione”.
martedì 20 novembre 2018
ALTRUISTI SI DIVENTA - The Fundamentals of Caring
Interpreti principali: Paul Rudd, Craig Roberts, Selena Gomez e Jennifer Ehle.
“Fornire assistenza non è solo nutrire, vestire e pulire una persona. Ma soprattutto capire come gestire una relazione tra chi presta la propria opera di supporto e chi ne ha bisogno”.
E' così che si apre la storia di Altruisti si diventa (titolo originale: The fundamentals of caring), film prodotto dalla Levantine Films in collaborazione con Netflix. Una storia particolare che, in un’epoca e in una società quanto più votata, per la propria sopravvivenza, all’individualismo, si avvicina ad una tematica scomoda, quella dell’assistenza.
Altruisti si diventa racconta la storia di un ex scrittore che, dopo la pubblicazione di due romanzi,in seguito ad un dramma familiare, abbandona il suo passato per rincorrere una nuova professione: quella dell’assistente ai disabili, per l’appunto. E’ grazie a quest’ultima che conosce Trevor, un ragazzo con una malattia rarissima (la distrofia muscolare di Duchenne) del quale dovrà prendersi cura.
Bene, leggendo tutto ciò, sarà già arrivata la depressione a qualsiasi lettore ma purtroppo, nonostante le aspettative della trama, Altruisti si diventa non è nulla di noioso, di penoso e di strappalacrime come si potrebbe pensare.
La pellicola è una commedia che nasce dal dramma e si trasforma in un inno alla vita e che paradossalmente ci mostra come spesso ad una malattia del corpo (come quella di Trevor) non corrisponda la voglia di lasciarsi andare, ma il desiderio di lottare e di continuare ad essere curiosi del mondo e della vita. Trevor, infatti, è un ragazzo con un innato senso dell’umorismo: quando incontra per la prima volta Ben, fa finta di strozzarsi e nel corso di tutto il film continuerà questa sua burla verso l’assistente. Trevor è curioso e desidera fare le cose più strane del mondo come andare a vedere la fossa più profonda della Terra ed è un ragazzo semplice a cui se gli si chiede: ”Se avessi le gambe,quale sarebbe la prima cosa che faresti? ”risponde “La pipì in piedi”.
Il centro del film è rappresentato dal viaggio che Ben propone a Trevor per fargli realizzare proprio il suo sogno di andare a vedere questa buca profondissima. Il viaggio sarà la metafora per la crescita e la maturazione sia del ragazzo che, inaspettatamente, di Ben. Durante il tragitto due i personaggi incontrati che saliranno sul loro furgone: Peekes, una donna incinta al suo ultimo mese e Dot (Selena Gomez), una ragazzina scappata di casa desiderosa di cambiar vita che conquisterà Trevor.
Dopo varie peripezie ed incontri (il più importante quello con il padre del ragazzo), il racconto si chiuderà con la nascita della figlia di Peekes grazie all’aiuto di un inesperto e sconvolto Ben che riuscirà a superare il suo dramma interiore, la sua malattia, grazie proprio a chi per una malattia in futuro morirà, ma ne ride facendo la pipì all’impiedi sulla fossa più grande mai creata.
Recensione di Ester Genovese (domanipress.it)
Trevor deve superare il trauma di esser stato abbandonato dal padre appena è risultata manifesta la sua infermità;
il figlio di Ben, forse per una distrazione del padre, è morto sotto una macchina; la prova definita di recupero del proprio valore, sarà per Ben, quella di aiutare una donna a partorire in un parcheggio.
lunedì 15 ottobre 2018
NOI SIAMO INFINITO (The perks of being a Wallflower)
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Recensioni da mymovies
In un cinema che rispecchia il mondo sempre più frenetico che ci circonda, sempre alla ricerca di emozioni più forti, avevamo bisogno di un film che ci ricordasse quali siano le vere emozioni. E non importa se non tutte quelle emozioni sono positive perché la vita vera è questa. La solitudine di un adolescente che cammina in mezzo a tanti ragazzi, il senso di colpa per eventi al di fuori del suo controllo, l'euforia per un piccolo gesto, le tragedie. Tutto fatalmente accentuato dallo spirito degli adolescenti anni '90 che Chbosky riesce a cogliere come pochi prima di lui. Un film frizzante, con dialoghi brillanti e a tratti davvero divertente, che racconta, tuttavia, dall'inizio alla fine una storia meravigliosa: "una storia triste" (smilzo)
"We can be heroes", chiunque noi siamo, anche se apparteniamo al club dei giocattoli difettosi.
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Quando si tratta di dimostrare che esistono alti e bassi e che da ognuno di noi può dipendere la felicità, la tristezza, la redenzione, la rinascita, la fine di qualcun altro, noi siamo infinito.
In una circostanza semplice, quanto lo è quella di ogni adolescente che si approccia al suo primo anno di liceo, legato alle sue paure, alle sue insicurezze, ai suoi dubbi, tornano a galla vecchi tormenti, tormenti di infanzie difficili, o solo di momenti dolorosi, di cambiamenti, di maturità, di scoperta, che tessono una trama intricata che si posa su fili fragili, facili da spezzare, sui quali si deve restare sempre in un precario equilibrio tendendosi la mano l'un l'altro per non cadere e scoprire che nessuno è solo una storia triste, ma che ognuno è vivo e può ancora sorridere, crescere, piangere, cadere, rialzarsi, felicitarsi, sognare, provare, continuare. (lisadp)
Etichette:
adolescenza,
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mercoledì 9 maggio 2018
Mai più un banco vuoto
E' molto commovente il video proposto da FARExBENE, una Onlus che combatte contro il bullismo.
Fa comprendere in modo molto chiaro come certe azioni, ritenute dagli autori semplici goliardate, possono avere effetti devastanti.
Bullismo e cyberbullismo travolgono speso drammaticamente la vita della vittima che si ritrova soffocata dalla vergogna e si abbandona al suicidio.
Il video, ispirato alla storia vera di Carolina Picchio, è un messaggio di grande riflessione da proporre in ogni aula delle scuole italiane.
Fa comprendere in modo molto chiaro come certe azioni, ritenute dagli autori semplici goliardate, possono avere effetti devastanti.
Bullismo e cyberbullismo travolgono speso drammaticamente la vita della vittima che si ritrova soffocata dalla vergogna e si abbandona al suicidio.
Il video, ispirato alla storia vera di Carolina Picchio, è un messaggio di grande riflessione da proporre in ogni aula delle scuole italiane.
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