Ora di religione: un blog aperto a tutti gli studenti per confrontarsi e riflettere insieme...
domenica 21 settembre 2014
La storia della matita
Un video su un famoso testo di Paulo Coelho ci invita a riflettere sulla nostra vita...
Trova il tempo
Il video è realizzato su alcune frasi Madre Teresa trovate sul muro della casa dei Bambini di Calcutta.
La vita d’oggi, con i suoi ritmi frenetici, divora il tempo. Soffermiamoci un momento e riflettiamo sul tempo e sul senso della vita.
Tu sei il tuo destino
Ottimo video sul senso della vita, sull'autostima e sulla fiducia in se stessi.
Diffusione delle principali religioni, mappa interattiva
Da Focus.it riprendo una interessante mappa interattiva su come si è trasformata la geografica delle religioni lungo i secoli CONTINUA
sabato 20 settembre 2014
Guida allo studio della Bibbia
Si tratta di una guida che ho trovato molto utile per conoscere meglio la Bibbia e il suo mondo.
E’ un volumetto tascabile con molte illustrazioni che si legge volentieri e stimola attenzione e interesse.
AutoriE’ un volumetto tascabile con molte illustrazioni che si legge volentieri e stimola attenzione e interesse.
Si tratta di studiosi della sacra scrittura docenti in prestigiose scuole teologiche inglesi.
Walter A. EIweIl, Ph.D. (Edimburgo),
è professore di Bibbia alla Wheaton Graduate School, scrittore, conferenziere e redattore (Evarigelical Dictionary of Theology).
Ha curato la pubblicazione di questo libro ed ha scritto personalmente i capitoli «La vita di Cristo», «Gli insegnamenti di Cristo», «Come leggere la Bibbia con profitto» e «Brevi riassunti dei libri della Bibbia».
R. K. Harrison, Ph.D. (Londra),
è scrittore affermato, conferenziere e
studioso dell’Antico Testamento.
Il suo libro Introduction to the OId Testament è considerato il migliore trattato tradizionalista sull’Antico Testamento.
Per questo libro ha scritto i capitoli «Archeologia biblica» e « Breve cronistoria degli avvenimenti biblici».
H. D. McDonald, Ph.D. (Londra), B.D. (Londra),
è Vicepreside Emerito del London Bible
College, scrittore, insegnante e studioso del Nuovo Testamento. Ha viaggiato in diversi paesi ed ha insegnato in varie scuole e seminari del Nord America; ha inoltre scritto diversi libri, tra cui Salvation e Theories of Revelation. Per questo libro ha scritto il capitolo «Come la Bibbia è giunta fino a noi».
Leon Morris, Ph.D. (Cambridge), è un conferenziere di fama internazionale, docente, scrittore e studioso del Nuovo Testamento.
E’ stato Vicepreside del Ridley College (Melbourne, Australia) ed è conosciuto per le sue opere sul Vangelo di Giovanni e sul tema dell’amore nel Nuovo Testamento.
Per questo libro ha contribuito con il capitolo «Glossario di termini biblici importanti».
Hazel Perkin, MS. (McGill), è una ricercatrice biblica e Preside della St.
Clements School (Toronto, Canada).
Per questo libro ha scritto il capitolo «Cultura ai tempi della Bibbia».
R.E.O. White, M.A. (Liverpool), B.D. (Londra),
è pastore, scrittore e docente di Nuovo Testamento e di etica.
E' autore di oltre 30 libri, tra cui Christian Ethics, un’importante opera sull’etica cristiana.
Per questo libro ha scritto il capitolo « Cosa credono i cristiani».
Significato della Bibbia
La Bibbia è "libro dei libri".
Il suo potere di influenzare profondamente la vita dell’uomo è riconosciuto perfino da coloro che non credono in essa.
La Bibbia si trova praticamente in tutte le case dove si apprezza la cultura, e complessivamente è stata ed è tuttora un best-seller a livello mondiale.
Si tratta del libro più venduto al mondo.
Della Bibbia se ne sono fatte versioni ed edizioni più di qualsiasi altro libro ed è stata tradotta in un maggior numero di lingue di qualsiasi altro scritto.
La Bibbia è tanto importante per il mondo perché cerca di dare delle risposte religiose alle domande esistenziali che da sempre hanno accompagnato la vita dell’uomo.
Ma, se la Bibbia è così diffusa e conosciuta, perché la maggior parte della gente sa così poco a riguardo di essa?
Una risposta parziale potrebbe essere che alle volte non vogliamo veramente sapere ciò che contiene; ma questo è vero solo in parte.
Molte volte vogliamo sapere ciò che contiene, ma ci troviamo persi in un linguaggio strano, tra usi e costumi che non conosciamo, luoghi mai sentiti nominare e idee astruse.
Nella sua introduzione, il curatore della guida, Walter Elwell, afferma, infatti, “per noi che viviamo in una società tecnologicamente avanzata, il mondo antico ci appare estraneo”.
Il fatto però non ci deve sorprendere.
Si tratta effettivamente di un mondo estraneo; gli autori della Bibbia si troverebbero altrettanto spaesati nel nostro mondo.
Se vogliamo sapere di più sulla Bibbia, da dove cominciamo?
Ciò che ci serve è una guida per indirizzarci nella direzione giusta.
Il libro di Elwell si propone appunto questo: riuscire a fare da guida.
Struttura della GuidaLa Bibbia è "libro dei libri".
Il suo potere di influenzare profondamente la vita dell’uomo è riconosciuto perfino da coloro che non credono in essa.
La Bibbia si trova praticamente in tutte le case dove si apprezza la cultura, e complessivamente è stata ed è tuttora un best-seller a livello mondiale.
Si tratta del libro più venduto al mondo.
Della Bibbia se ne sono fatte versioni ed edizioni più di qualsiasi altro libro ed è stata tradotta in un maggior numero di lingue di qualsiasi altro scritto.
La Bibbia è tanto importante per il mondo perché cerca di dare delle risposte religiose alle domande esistenziali che da sempre hanno accompagnato la vita dell’uomo.
Ma, se la Bibbia è così diffusa e conosciuta, perché la maggior parte della gente sa così poco a riguardo di essa?
Una risposta parziale potrebbe essere che alle volte non vogliamo veramente sapere ciò che contiene; ma questo è vero solo in parte.
Molte volte vogliamo sapere ciò che contiene, ma ci troviamo persi in un linguaggio strano, tra usi e costumi che non conosciamo, luoghi mai sentiti nominare e idee astruse.
Nella sua introduzione, il curatore della guida, Walter Elwell, afferma, infatti, “per noi che viviamo in una società tecnologicamente avanzata, il mondo antico ci appare estraneo”.
Il fatto però non ci deve sorprendere.
Si tratta effettivamente di un mondo estraneo; gli autori della Bibbia si troverebbero altrettanto spaesati nel nostro mondo.
Se vogliamo sapere di più sulla Bibbia, da dove cominciamo?
Ciò che ci serve è una guida per indirizzarci nella direzione giusta.
Il libro di Elwell si propone appunto questo: riuscire a fare da guida.
Questo piccolo manuale è diviso in cinque capitoli.
Il primo capitolo descrive i costumi e la cultura ai tempi della Bibbia, e offre una breve panoramica delle più importanti scoperte archeologiche fatte in questi ultimi cento anni.
Il secondo capitolo espone la vita e gli insegnamenti di Gesù, che sono la parte più importante della Bibbia. Contiene inoltre un breve sommario della dottrina cristiana.
Il terzo capitolo inizia con una breve discussione sul modo in cui la Bibbia è stata tramandata nei secoli.
Seguono suggerimenti utili per una sua lettura utile e proficua.
Il quarto capitolo si occupa del contenuto della Bibbia.
L’intera Bibbia viene presentata libro per libro, con un breve riassunto di ogni libro e gli avvenimenti e insegnamenti in esso contenuti.
Il quinto capitolo contiene un glossario di termini biblici e di idee particolarmente importanti, versetti e citazioni da imparare a memoria, avvenimenti biblici interessanti e un elenco di letture utili.
Questa guida si presenta sotto forma di brevi monografie, raggruppate in temi più ampi, per facilitarne la lettura.
Le brevi monografie, assieme ai versetti detti sopra, si possono leggere separatamente, oppure a capitoli interi.
Qualcuno può preferire di saltare qua e là, per una maggiore varietà, ed esaminare un libro per volta, ad esempio Matteo o Marco, assieme a un termine biblico importante quale vangelo.
Qualcuno potrà invece preferire di leggere questo libro dal principio alla fine, nell’ordine in cui si presenta.
L’autore dice che si può proprio utilizzare il testo a piacimento nel modo che risulta più idoneo alle proprie esigenze.
Cultura ai tempi della Bibbia
Nella prima parte del testo ho trovato molto interessante lo studio di Hazel Perkin sul contesto culturale in cui è stata scritta la Bibbia.
“Il termine cultura si riferisce a idee, usi e costumi, professioni, arte, ecc. di un particolare gruppo etnico in un particolare contesto storico.
La cultura della società in cui viviamo viene istillata in noi fin dall'infanzia, in primo luogo dalla famiglia in cui siamo nati o che ci ha adottati.
Questo processo di acculturazione continua quindi man mano che veniamo a contatto con il nostro ambiente, con la scuola, con l'educazione religiosa, con gli amici o con quelli che sono più anziani di noi; e questo vale anche se generalmente non ce ne rendiamo conto.
Nella nostra cultura occidentale siamo abituati a mangiare tre pasti al giorno, a vivere in piccoli nuclei familiari, ad ascoltare musica negli uffici, nei negozi, in casa e anche in macchina.
Certe parole e azioni le consideriamo sgarbate od offensive, mentre altre le riteniamo gentili e amichevoli. Una persona che appartiene a un'altra cultura, tuttavia, può non conoscere questi e altri aspetti della nostra cultura che noi troviamo talmente consueti da non pensarci neppure, o solo raramente.
La gente che viveva ai tempi della Bibbia era influenzata dalla cultura di allora tanto quanto lo siamo noi dalla nostra, e ciascun autore biblico ha scritto rispecchiando la propria prospettiva culturale.
Ciò significa che alcuni termini e concetti della Bibbia possono essere inconsueti per molti di noi a causa delle lunghe distanze e dei molti secoli che ci separano dai luoghi e dai tempi della Bibbia.
Tuttavia, possiamo in qualche modo colmare la lacuna e capire più a fondo l'intento degli autori biblici studiando il modo in cui vivevano e la visione che avevano del mondo.
Ad esempio, lo studio degli usi e costumi dei patriarchi ci rivela che per la gente dei tempi della Bibbia era preferibile nascere maschio che nascere femmina.
I ragazzi avevano più privilegi e libertà, delle ragazze, uno stato sociale più alto che continuava anche quando diventavano adulti.
Tenendo presente gli usi e costumi del tempo, dobbiamo quindi concludere che il modo in cui Gesù trattava le donne era rivoluzionario.
Cominciamo allora a capire perché i suoi discepoli si meravigliarono tanto al vederlo «parlare con una donna» che non era una parente (Gv 4,27), e ancor più che trattasse con lei importanti questioni spirituali.
Saremo in grado di capire anche quale colpo deve essere stato, in una cultura che non ammetteva la testimonianza delle donne in un tribunale, il fatto che Dio abbia scelto alcune donne come primi testimoni della risurrezione di Gesù (Lc 24,1-12; cf A t 2,17-18).”
Questa parte del testo ci fa comprendere come per capire la Bibbia bisogna entrare nel contesto culturale di allora.
Non possiamo giudicarla con il nostro metro attuale di misura, ma bisogna calarsi nel tempo in cui è stata scritta
ImpressioniNella prima parte del testo ho trovato molto interessante lo studio di Hazel Perkin sul contesto culturale in cui è stata scritta la Bibbia.
“Il termine cultura si riferisce a idee, usi e costumi, professioni, arte, ecc. di un particolare gruppo etnico in un particolare contesto storico.
La cultura della società in cui viviamo viene istillata in noi fin dall'infanzia, in primo luogo dalla famiglia in cui siamo nati o che ci ha adottati.
Questo processo di acculturazione continua quindi man mano che veniamo a contatto con il nostro ambiente, con la scuola, con l'educazione religiosa, con gli amici o con quelli che sono più anziani di noi; e questo vale anche se generalmente non ce ne rendiamo conto.
Nella nostra cultura occidentale siamo abituati a mangiare tre pasti al giorno, a vivere in piccoli nuclei familiari, ad ascoltare musica negli uffici, nei negozi, in casa e anche in macchina.
Certe parole e azioni le consideriamo sgarbate od offensive, mentre altre le riteniamo gentili e amichevoli. Una persona che appartiene a un'altra cultura, tuttavia, può non conoscere questi e altri aspetti della nostra cultura che noi troviamo talmente consueti da non pensarci neppure, o solo raramente.
La gente che viveva ai tempi della Bibbia era influenzata dalla cultura di allora tanto quanto lo siamo noi dalla nostra, e ciascun autore biblico ha scritto rispecchiando la propria prospettiva culturale.
Ciò significa che alcuni termini e concetti della Bibbia possono essere inconsueti per molti di noi a causa delle lunghe distanze e dei molti secoli che ci separano dai luoghi e dai tempi della Bibbia.
Tuttavia, possiamo in qualche modo colmare la lacuna e capire più a fondo l'intento degli autori biblici studiando il modo in cui vivevano e la visione che avevano del mondo.
Ad esempio, lo studio degli usi e costumi dei patriarchi ci rivela che per la gente dei tempi della Bibbia era preferibile nascere maschio che nascere femmina.
I ragazzi avevano più privilegi e libertà, delle ragazze, uno stato sociale più alto che continuava anche quando diventavano adulti.
Tenendo presente gli usi e costumi del tempo, dobbiamo quindi concludere che il modo in cui Gesù trattava le donne era rivoluzionario.
Cominciamo allora a capire perché i suoi discepoli si meravigliarono tanto al vederlo «parlare con una donna» che non era una parente (Gv 4,27), e ancor più che trattasse con lei importanti questioni spirituali.
Saremo in grado di capire anche quale colpo deve essere stato, in una cultura che non ammetteva la testimonianza delle donne in un tribunale, il fatto che Dio abbia scelto alcune donne come primi testimoni della risurrezione di Gesù (Lc 24,1-12; cf A t 2,17-18).”
Questa parte del testo ci fa comprendere come per capire la Bibbia bisogna entrare nel contesto culturale di allora.
Non possiamo giudicarla con il nostro metro attuale di misura, ma bisogna calarsi nel tempo in cui è stata scritta
Lo possiamo definire un manuale aggiornato e autorevole con oltre 100 foto colori e innumerevoli mappe e schemi.
La lettura è piacevole e stimolante.
L’ho trovato anche un ottimo riassunto di tutti i libri della Bibbia, in modo che si può facilmente apprendere e ricordare il contenuto e il significato di ogni singolo testo.
Guida allo studio della Bibbia è poi anche una sintesi interessante di cultura e archeologia biblica.
Insomma un libretto agile e pieno di notizie che, con delle ottime mappe concettuali, regala nozioni chiare e molto comprensibili a tutti sulla Bibbia.
venerdì 11 luglio 2014
Padre Sorge: la Chiesa di Papa Francesco
Ho ascoltato un intervento di padre Bartolomeo Sorge, a Piacenza
il 3 luglio 2014, sulla nuova esperienza di Chiesa creatasi con Papa Francesco.
La Chiesa di Papa Francesco
Soltanto un anno fa- egli dice – la chiesa era prostata a
terra: i giornali parlavano di pedofilia del clero, una piaga reale, segno
della profonda malattia della chiesa e Papa Benedetto diceva proprio: “Io vedo
una chiesa stanca".
Ma non bastavano tutti questi scandali, hanno cominciato a
svolazzare i corvi…
Sono state gettate in pasto a tutti le miserie della banca
vaticana, del riciclo di denaro di indubbia provenienza.
Ci mancava solo, oltre a tutte queste cose, che si
dimettesse il Papa …
Quindi la
situazione per la chiesa era veramente a terra.
Ma succede
che dalla “fine del mondo” arriva un Papa nuovo.
In tre giorni
le cose cominciano a cambiare e dopo un anno siamo di fronte al fenomeno Bergoglio:
grande evento
mediatico, uomo dell’anno…
Come si
spiega tutto questo?
Dove nasce la forza di questo Papa?
Dove nasce la forza di questo Papa?
Bartolomeo
Sorge trova una risposta.
La trova in
una delle domande, con relativa risposta, rivolta da Scalfari su Repubblica
al Papa.
Scalfari
premette questa considerazione:
“Santità, io
sono affascinato da Gesù Cristo per le cose belle e sublimi che ha fatto e che
ha detto.
Però da
questa ammirazione pensare che un uomo sia Dio mi risulta difficile.”
Poi la
domanda:
“Santità, come ha fatto lei a riconoscere che Gesù è il figlio di Dio?”
Il papa, nella sua risposta, distingue tra due nodi di conoscenza:
conoscenza razionale
e conoscenza relazionale.
Quest’ultima
è proprio la conoscenza del cuore.
Sorge, anche
nel suo ultimo libro, esemplifica bene queste considerazioni e nella
conversazione ha così espresso il concetto:
“Quando il
bambino nasce non sa nulla, possibile che debba aspettare il tempo della
ragione per conoscere le cose razionalmente.
Cosa fa
allora? Conosce con il cuore, impara da ciò che gli dice la mamma.
Coma fa
quindi a conoscere? Si fida della mamma.
Quindi la
conoscenza relazionale è quella basata sulla fiducia. Anche a scuola il bambino
impara dalla maestra e dice “me lo ha detto la maestra”.
Perciò
conosce attraverso una mediazione. Il maestro, il professore è esperto e mi
fido di lui. Ecco la conoscenza relazionale.”
Ragion per
cui le due conoscenze secondo Papa Francesco non sono alternative, ma strettamente
congiunte.
Bergoglio
dice che quando ha letto il vangelo e ha sentito le cose che diceva Gesù di
Nazaret e ha visto i segni che faceva, ha capito che lui è esperto di Dio.
Crede perché
ha intuito e compreso che Cristo è
veramente esperto di Dio.
Ecco quindi
la conoscenza relazionale di cui parla Papa Francesco che è alla radice della
fede cristiana.
L’altro aspetto
importante di Cristo, secondo Papa Francesco, è che mentre parlava, affascinava
Perché da
lui usciva una potenza.
Un concetto
che si esprime bene con la parola greca “exusia”, che il Papa riprende, un termine
di valore giuridico che non indica soltanto la possibilità di diventare figli
di Dio, ma indica il diritto, la forza, il coraggio, di diventare figli di Dio.
Quindi per
Papa Francesco questa parola significa avere Dio nel cuore, sentire la potenza
di questo messaggio.
L’esperienza
di Papa Bergoglio, di avere Dio nel cuore, padre Sorge dice di averla provata a
Palermo come direttore del Centro Arrupe, dove ha visto in faccia la mafia.
In questo
contesto diceva: “non possiamo sostituirci allo stato, ma abbiamo il Vangelo”.
L’esperienza
che ha fatto di fronte alla criminalità organizzata è questa: “Il Vangelo è
vero”.
La mafia ha
ucciso padre Puglisi perché ha avuto paura del Vangelo.
Il Vangelo
estirpa alla radice la cattiveria dell’uomo
“Nel fenomeno
Bergoglio riprovo nel cuore – dice Sorge - la stessa luce che mi ha animato a
Palermo”.
Papa
Francesco è tutto qui: vive il Vangelo perché è vero e spinge la chiesa a
seguirlo.
Società
senza padre
E’ un altro
aspetto presente nell’ultima fatica letteraria di padre Sorge “Gesù sorride.
Con papa Francesco oltre la religione della paura”
La società
senza padri è una lettura presa dai sociologi, dagli studiosi di antropologia
culturale.
Un pensiero
che è esploso dopo le ideologie di massa dell’ottocento e del novecento,
pensiamo al marxismo, al liberismo, ma anche alla terza via cattolica derivante
dalla dottrina sociale della chiesa.
Questi pensieri
sono falliti.
Il
comunismo, o socialismo reale è rimasto sotto le mura di Berlino nel 1989.
La crisi del
2007 ha sterminato il capitalismo finanziario e noi ne stiamo pagando drammaticamente
il conto.
Anche la
terza via cattolica è fallita: non esiste la possibilità dalla fede di dedurre
un partito politico.
Infatti la
fede illumina, ma la mediazione politica è laica.
Finite le
grandi ideologie si è creato una specie di vuoto, è nato l’individualismo, il
soggettivismo.
Questo ha
avuto anche dei meriti come la valorizzazione dei diritti individuali, però, al
tempo stesso, ha ridotto le relazioni interpersonali.
La persona
umana è essere in relazione, ha la possibilità di amare di essere amato.
Ma la
società moderna perdendo il padre ha perso anche la relazione tra i fratelli.
Quindi abbiamo
perso la fraternità perché siamo tutti orfani del padre.
Papa Francesco
è preoccupato di ridar il padre a questa umanità.
Bisogna
ritrovare, prima di tutto, il padre nella religione.
Nel passato
si è troppo diffusa l’immagine di un Dio giudice severo e la “religione della
paura”.
Nel vangelo
c’è invece l’immagine del Padre misericordioso.
Il Dio del
Vangelo vuole figli che amano e non che obbediscono a delle leggi.
Papa
Francesco ripete continuamente questo tema della misericordia e dell’amore di
Dio che ama tutti: credenti, non credenti e appartenenti ad altre fedi
religiose.
Bergoglio vuole
portare la Chiesa a vedere con gli occhi di Dio che non sono quelli del Diritto
canonico.
Una Chiesa dunque
in uscita che va in mezzo alla gente.
Il Papa,
rimanendo nella piena dottrina, dice che dobbiamo dare priorità alla
testimonianza della vita.
Non
occorrono libri, la testimonianza la capiscono tutti: abbracciare e baciare un
disabile è un gesto che fa comprendere tante cose.
Il papa dice
abbraccio la “carne di Cristo” e questo vale molto di più di un trattato
teologico sull’amore.
Il testo di
Bartolomeo Sorge "Gesù sorride. Con papa Francesco oltre la religione della paura”, vuole proprio rileggere il pontificato di Papa Bergoglio
cogliendone le ragioni più profonde.
Emerge proprio,
da queste pagine, l’immagine del Papa come “profeta della fiducia” che ha smosso
le fondamenta della “religione della paura”.
Un Papa che
invita a superare la religione punitiva e severa riscoprendo l’Evangelii
gaudium, il Vangelo della gioia.
lunedì 5 maggio 2014
Pensieri a margine dell'incontro "Salvaguardia del creato"
Ecco alcune delle considerazioni emerse dalla riflessione degli studenti sull'incontro realizzato con le classi terze ITAS.
"Dopo aver visto il filmato penso che se non facciamo qualcosa ci avviciniamo alla fine del mondo...." (Francesco)
"Mi ha fatto riflettere il percorso che subisce ogni prodotto di consumo. Tanti passaggi, a volte realizzati con materiale nocivo, fino ad arrivare al consumatore finale con dei rischi per la salute" (Luca)
"Dobbiamo pensare alla fine che fanno i rifiuti e i metodi che si usano per smaltirli. Però al di sopra di tutto vi sono delle grandi multinazionali più potenti degli stati..." (Marco)
"Anche per me è emerso il potere dei grandi gruppi finanziari che inducono al consumo e il problema dello smaltimento dei rifiuti che sta diventando sempre più insostenibile" (Valentina)
"L'incontro è stato significativo perché si è sottolineata l'importanza di non consumare e che vi sono beni non riproducibili" (Antonio)
"Ci impegniamo a riciclare, a fare la differenziata però questo è troppo poco dinanzi all'immensità dei rifiuti.
Penso poi che l'acqua da bere potrà diventare il nuovo oro del futuro..." (Luca)
"Non ci rendiamo conto del prodotto che abbiamo davanti, magari appena acquistato, quale manodopera potrebbe esserci nascondersi sotto: sfruttata e malpagata..." (Francesco)
"L'incontro è stata un'esperienza costruttiva, anche il gioco ci ha fatto capire che nel mondo le risorse, se agiamo in maniera egoistica, prima o poi finiscono. Noi dobbiamo stare alle condizioni della Terra non lei alle nostre..." (Matteo1)
"Per me due sono gli interrogativi fondamentali sui quali stare sempre all'erta, il primo riguarda cosa fare se finiranno le risorse e l'altro è quello di dove riuscire a smaltire tutti i rifiuti." (Lorenzo)
"Sono uscito da questa riflessione con un cambio di mentalità. Ho capito perché le cose vanno male a livello globale. Il nostro mondo capitalista e consumista è frutto dello sfruttamento dei paesi più deboli e più poveri.
Una soluzione è quella di una spesa più consapevole con prodotti eco-sostenibili e a chilometro zero." (Giacomo)
"Mi ha preoccupato molto il problema della deforestazione sempre più senza controllo con un abbattimento enorme di alberi ogni giorno. Altra considerazione è quella che riguarda la ricerca di nuove fonti di energia rinnovabile. Inoltre lo sfruttamento del lavoro, con orari impossibili e sottopagati, è, a mio avviso, una nuova forma di schiavitù." (Andrea)
"Sistemi per produrre energia pulita ci sono già e molti sono in fase di sperimentazione... Ma perché non avviene un cambio radicale? E', per me, tutta una questione economica..." (Matteo2)
"Dopo aver visto il filmato penso che se non facciamo qualcosa ci avviciniamo alla fine del mondo...." (Francesco)
"Mi ha fatto riflettere il percorso che subisce ogni prodotto di consumo. Tanti passaggi, a volte realizzati con materiale nocivo, fino ad arrivare al consumatore finale con dei rischi per la salute" (Luca)
"Dobbiamo pensare alla fine che fanno i rifiuti e i metodi che si usano per smaltirli. Però al di sopra di tutto vi sono delle grandi multinazionali più potenti degli stati..." (Marco)
"Anche per me è emerso il potere dei grandi gruppi finanziari che inducono al consumo e il problema dello smaltimento dei rifiuti che sta diventando sempre più insostenibile" (Valentina)
"L'incontro è stato significativo perché si è sottolineata l'importanza di non consumare e che vi sono beni non riproducibili" (Antonio)
"Ci impegniamo a riciclare, a fare la differenziata però questo è troppo poco dinanzi all'immensità dei rifiuti.
Penso poi che l'acqua da bere potrà diventare il nuovo oro del futuro..." (Luca)
"Non ci rendiamo conto del prodotto che abbiamo davanti, magari appena acquistato, quale manodopera potrebbe esserci nascondersi sotto: sfruttata e malpagata..." (Francesco)
"L'incontro è stata un'esperienza costruttiva, anche il gioco ci ha fatto capire che nel mondo le risorse, se agiamo in maniera egoistica, prima o poi finiscono. Noi dobbiamo stare alle condizioni della Terra non lei alle nostre..." (Matteo1)
"Per me due sono gli interrogativi fondamentali sui quali stare sempre all'erta, il primo riguarda cosa fare se finiranno le risorse e l'altro è quello di dove riuscire a smaltire tutti i rifiuti." (Lorenzo)
"Sono uscito da questa riflessione con un cambio di mentalità. Ho capito perché le cose vanno male a livello globale. Il nostro mondo capitalista e consumista è frutto dello sfruttamento dei paesi più deboli e più poveri.
Una soluzione è quella di una spesa più consapevole con prodotti eco-sostenibili e a chilometro zero." (Giacomo)
"Mi ha preoccupato molto il problema della deforestazione sempre più senza controllo con un abbattimento enorme di alberi ogni giorno. Altra considerazione è quella che riguarda la ricerca di nuove fonti di energia rinnovabile. Inoltre lo sfruttamento del lavoro, con orari impossibili e sottopagati, è, a mio avviso, una nuova forma di schiavitù." (Andrea)
"Sistemi per produrre energia pulita ci sono già e molti sono in fase di sperimentazione... Ma perché non avviene un cambio radicale? E', per me, tutta una questione economica..." (Matteo2)
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