mercoledì 27 febbraio 2019

GEN ROSSO


Ascoltare il gruppo musicale internazionale Gen Rosso è sempre un'esperienza straordinaria.
Un live acoustic all'Università Cattolica di Piacenza, nella serata del 26 febbraio 2019, è riuscito a trasmettere il messaggio di vita, di pace e di amore che la compagine musicale porta in tutto il mondo.


"L’esibizione ha rappresentato il momento conclusivo della due giorni di eventi organizzati dall’ateneo piacentino in occasione del ventennale della Laurea Honoris Causa conferita a Chiara Lubich dalla Facoltà di Economia, per aver ispirato il progetto per un’Economia di Comunione.
Musica, storie, racconti e testimonianze di vita: il Gen Rosso ha dato vita ad uno spettacolo capace di coinvolgere, emozionare e divertire, mostrando ancora una volta l’attualità del messaggio di Chiara Lubich.
A tal proposito, in apertura di concerto, la preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza della Cattolica Anna Maria Fellegara ha voluto sottolineare come “quella di consegnare la Laurea Honoris Causa a Chiara Lubich fu una scelta lungimirante, in quanto – a vent’anni dal conferimento – le sue idee e la sua visione completamente innovativa del mondo, hanno resistito alla prova del tempo, dimostrandosi oggi ancora attuali”. da piacenzasera.it






Due pezzi a seguire, emblema del gruppo, che hanno scaldato il cuore degli  appassionati:
Hopes of peace e Un'altra umanità




martedì 19 febbraio 2019

L'ERBA CATTIVA - film intenso e commovente

L’erba cattiva (Mauvaises herbes) è un film francese Netflix diretto da Kheiron ed interpretato da Catherine Deneuve, Kheiron e André Dussollier.
Wael (Kheiron) vive di piccole truffe con la madre adottiva e complice Monique (Catherine Deneuve). Quando Wael e Monique imbrogliano l’uomo sbagliato, Victor (André Dussollier), vecchia conoscenza di Monique ora a capo di un’organizzazione di supporto per adolescenti problematici, non hanno altra scelta che diventare segretaria e educatore ad interim per riscattarsi.
Wael, di fronte a sei ragazzini intenzionati a rovinare tutti i suoi sforzi, abbandona i panni di truffatore per vestire quelli di educatore di sei giovani: Shana, Fabrice, Karim, Ludo, Nadia e Jimmy. La sua storia personale e il suo ingegno diventano la chiave per guadagnarsi la loro fiducia e il loro rispetto. Da questo incontro tra erbe cattive nascerà un vero miracolo e Wael si renderà conto che anche a lui viene data un’opportunità per guarire il suo passato e trovare il suo posto nella società.
Kheiron, regista, sceneggiatore e attore principale, si è ispirato nuovamente alla sua vita per il suo secondo film L’erba cattiva, che segue due temporalità ben distinte: l’una mentre è solo un bambino orfano e in fuga durante la rivoluzione islamica in Iran, l’altra mentre vive a Parigi, ormai adulto. Infatti le prime scene del film ci mostrano un paese in uno stato di guerra, tra gente che fugge e cade sotto i proiettili dei soldati, che uccidono tutto ciò che si muove. Nessuna parola, nessun suono, nessun sopravvissuto se un bambino piccolo nascosto sotto un letto.
Ma il film segue principalmente la vita di Wael da adulto. Wael è un truffatore, vive con la madre adottiva Monique nella periferia di Parigi, luogo in cui si depositano e crescono generalmente le cosiddette erbacce cattive della società. L’erba cattiva mostra l’incontro e la convivenza forzata di Wael con sei ragazzi esclusi dal sistema scolastico, ragazzini emarginati dalla società a cui dovrà badare e fare da educatore.
L’erba cattiva è basato su dialoghi intelligentemente strutturati e mai moralistici, la cui narrazione dà un posto privilegiato a questa gioventù accattivante e dotata. Piuttosto che stigmatizzare la violenza delle città, il film di Kheiron preferisce sottolineare la vitalità dei suoi personaggi e la loro energia per andare avanti, la loro redenzione, rendendo questa storia un inno alla vita e alla speranza.
Nei titoli di testa il film cita Victor Hugo: “Non vi sono né cattive erbe né cattivi uomini: vi sono soltanto cattivi coltivatori“, una citazione perfettamente in linea con il senso del film, che riesce a bilanciare perfettamente le proprie tematiche, l’inclusione e l’istruzione, con il carattere irriverente e divertente del film. L’erba cattiva è una produzione Netflix davvero stupefacente, una commedia intensa e imperdibile (da cinematographe.it).

#REALITYHIGH - i giovani nel tempo dei social

I giovani al tempo dei Social... Potremmo parafrasare cosi questo film.
Il potere dei like, l'avere followers sembra oggi diventato determinante per essere popolari, per avere successo in rete.
Inoltre mettere subito sul Web ciò che accade a noi e ai nostri amici aumenta la facilità di comunicazione, ma può anche creare danni alle persone...
Diretto da Fernando Lebrija, è una commedia adolescenziale con protagonista Dani Barnes (Nesta Cooper), teenager con ottimi voti, un po' goffa e nerd. Da amante dei cani, il suo sogno è quello di diventare veterinaria e nel doposcuola presta volontariato in una clinica per animali. È qui che conosce meglio Cameron (Keith Powers), il ragazzo per cui ha una cotta da diverso tempo. Il giovane è fidanzato, però, con Alexa Medina (Alicia Sanz), liceale popolare che mira a diventare una star dei social con il suo programma #RealityHigh.
Quando Dani cambia look attira l'attenzione di Cameron, che, affascinato dal suo modo di essere, oltre che dal suo aspetto, decide di lasciare Alexa per lei. Proiettata nel mondo dei più "in" del liceo, Dani dovrà fare i conti con la popolarità e le vendetta meditata dalla suarivale in amore ai tempi dei social media (da Comingsoon.it ).

mercoledì 13 febbraio 2019

Incontrare la fragilità - Casa La Pellegrina Piacenza

Densa di emozioni la visita e l' incontro con gli ospiti della Casa per malati di AIDS “Giuseppe Venturini” di  Piacenza per gli studenti ITAS.
E' stata l'occasione per informarsi sull’AIDS, su come si contrae, sulle cure, non in modo teorico, ma attraverso la spiegazione degli operatori che vivono quotidianamente a contatto con i malati. Si potuto percepire che il malato è una persona con una sua dignità, da accogliere ed aiutare. 
Le esperienze e le storie di sofferenza e di malattia non si raccontano solo in televisione, ma sono vissute anche nella nostra città, tra la gente che incontriamo.
Gli studenti hanno ascoltato l’esperienza di chi lotta con l’AIDS: la storia della sua vita, i suoi sogni, le sue speranze, la sua lotta quotidiana con la malattia.

Ecco le frasi scaturite dalla riflessione dei gruppi di studenti
- La cura non deve essere strettamente associata all’utilizzo di medicinali ma anche e soprattutto alla compagnia e ad altri aspetti che possono condizionare positivamente la vita dell’ospite.
- Il sostegno consente a una persona con difficoltà di qualsiasi genere di poter affrontare determinate situazioni con l’aiuto.
- Il cuore della casa é come un fiore che se curato sboccia; ove all’interno è concentrato amore e rispetto reciproco.
- Il coraggio simboleggia la capacità di riprendere la vita accantonando il passato.
- Nonostante abbiano avuto una vita travagliata e difficile in passato, nessuno puo’ togliergli la possibilità di sognare una vita migliore.
- I legami sono importanti perché se i malati rimangono da soli avranno molta più difficoltà a superare i problemi relativi alla malattia.
- La famiglia non è solo un legame naturale, ma anche un luogo di cura, di amore e aiuto .
- L’ appuntamento con una dipendenza è un’ attesa costante. Se in precedenza si sentiva il bisogno di assumere certe sostanze per soddisfarsi, ora è una necessità per non morire.
- L’intesa è la comprensione che si sviluppa tra due persone e che va oltre il dialogo. - Non solo prendere alla leggerezza la malattia ma avere la leggerezza di liberarsi dai pesi del passato e di vivere la vita senza pregiudizi, compiendo attività quotidiane

La Pellegrina Piacenza - Casa Accoglienza malati Aids

Un luogo che fa riflettere per incontrare un mondo fragile, dove gli studenti hanno vissuto momenti intensi di confronto e ascolto.
Ecco la testimonianza di un ospite.


venerdì 25 gennaio 2019

Giovani, da dove nasce la violenza


Violenza, bullismo, devianza, autolesionismo, cyberbullismo rappresentano i comportamenti aggressivi più diffusi tra gli adolescenti.
Il susseguirsi di questi episodi tra ragazzi nei confronti dei coetanei, dei professori e dei genitori, dà l’impressione di assistere ad un dilagare di certe condotte messe in atto da giovanissimi sempre più inconsapevolmente violenti.
Alla luce anche delle risse tra gruppi di adolescenti a Piacenza e agli ultimi fatti di vandalismo in una scuola di Pisa, il prof. Tonna si è confrontato con Francesco, Andrea, Sebastian e Giovanni, studenti dell’Istituto Raineri – Marcora di Piacenza.


martedì 15 gennaio 2019

Il ricordo, durante le esequie, della prof. Mariapia Poggi

                                                           

Si è spenta improvvisamente la vicepreside del Raineri -Marcora di Piacenza. A causarne il decesso sarebbe stato un malore. La scomparsa della docente ha suscitato vasto cordoglio nel mondo della scuola a cui ha dedicato tutta la sua vita. Emozionante il momento delle esequie, del 12 gennaio 2019, nella Collegiata di Fiorenzuola, dove è stata ricordata con una commovente testimonianza.

"Vi sono momenti nei quali non dovremmo violare il silenzio: è l'unica descrizione degna del dolore. Le parole sono drammaticamente misere quando cercano di fissare nella memoria il significato di tutta una vita, ma sono la sola consolazione di cui disponiamo per cercare di contenere il senso della nostra impotenza davanti alla morte, soprattutto di una morte improvvisa come quella della nostra Pia, una morte che ci ha lasciati increduli e storditi, una morte prematura. Ma le faremmo un torto se pensassimo che Pia non abbia avuto il tempo di realizzarsi, come se questi suoi anni non li avesse arricchiti e dilatati di tutta la passione di cui era capace. Era una donna forte, volitiva e al contempo umana. Era dotata di una intelligenza acuta e della straordinaria capacità di comporre la complessità del vivere in una visione d'insieme lucida e razionale, coerente. Quando ne abbiamo avuto la necessità, abbiamo tutti trovato la sua porta aperta. Pia c'era. Lei era, senza falsa retorica, il nostro insostituibile punto di riferimento. Vedevi quegli occhi azzurri fissarsi nei tuoi e sapevi che già stava pensando a possibili soluzioni, a contenere le problematiche, piccole o grandi che fossero, con quell'arte della sottile diplomazia delle persone che sanno contemperare cuore e ragione, senza mai alzare i toni, con rispetto. Pia non si imponeva, ma suggeriva, ti aiutava a fare le scelte giuste, a traguardare per cogliere nuove prospettive, perché non ha mai smesso di essere un'educatrice, nel senso etimologico del termine. Chi l'ha conosciuta bene sa che era una professionista esigente, ma anche quando arrivava un rimbrotto, i modi erano bonari, quelli di una sorella maggiore che vede l'errore e ti corregge perché ti vuole bene. Pia era la nostra "signora del tempo" e tanto ne ha dedicato al suo lavoro, con abnegazione, consapevole che la Scuola rappresenta la "gestazione" della società del domani e non vi è compito più delicato e più impegnativo del prendere in carico esseri umani, averne cura e restituirli nel pieno del loro sviluppo alla società. Oggi la sua assordante assenza ci restituisce la misura della sua dedizione. Pia si è talmente identificata in questa istituzione, in questa comunità educativa che ha lasciato un vuoto enorme, un vuoto affettivo, progettuale, di identità: la Scuola ha perso la sua memoria storica, non sarà più la stessa. Questo lo può fare solo un'anima grande. Ed è in questo che si misura una vita, non in anni. Ciao Pia, che la terra ti sia lieve.
Paola Prazzoli

Una preghiera
Mariapia i tuoi colleghi, gli studenti del campus Agroalimentare Raineri Marcora sono qui vicino a te.
Guardando oltre l’apparenza vogliamo scrutare aldilà delle cose e, nella fede, vedere che, con grande coraggio e dignità, hai passato quella "porta" e oggi sei nella luce.
Vogliamo fare un viaggio nei ricordi per non dimenticare la tua forza, il tuo entusiasmo, la tua generosità con cui sapevi dare tanto a tutti sempre.
Le tue ultime parole che ci hai rivolto, il tuo sorriso saranno sempre con noi.
Con questi sentimenti ti affidiamo al Dio della vita nella certezza che tu possa essere in pace.