lunedì 19 gennaio 2015

Il mistero del Natale

Incarnazione è un libretto del teologo brasiliano Leonardo Boff.
Si tratta di breve testo di 64 pagine che si legge in un soffio e regala delle splendide riflessioni.
Leonardo Boff
Leonardo Boff è nato a Concordia, Santa Catarina, Brasile, il 14 dicembre 1938. 
Nipote di immigrati italiani della regione del Veneto, è entrato nell'Ordine dei Frati Minori Francescani nel 1959 e ha conseguito il dottorato in Filosofia e Teologia presso l'Università di Monaco di Baviera - Germania, nel 1970.
Per 22 anni è stato professore di Teologia Sistematica e ecumenica presso l'Istituto Teologico Francescano di Petrópolis. 
E' stato professore di Teologia e Spiritualità in diversi centri di istruzione superiore e università in Brasile e nel resto del mondo, oltre ad essere un visiting professor presso le università di Lisbona (Portogallo), Salamanca (Spagna), Harvard ( Stati Uniti), Basilea (Svizzera), e Heidelberg (Germania).
Era presente nelle prime riflessioni che hanno cercato di articolare indignazione verso la miseria e l'emarginazione con il discorso, che in seguito ha generato la Teologia della Liberazione. 
E' sempre stato un fervente della causa dei diritti umani, contribuendo a formulare una nuova prospettiva latino-americana sui diritti umani con "diritti alla vita e ai modi per mantenere con dignità."
Ha ricevuto lauree ad honorem, in Politica presso l'Università di Torino (Italia) e in Teologia per l'Università di Lund (Svezia). 
E' stato inoltre premiato con vari riconoscimenti, all'interno del Brasile e il resto del mondo, per le sue lotte a favore dei deboli, degli oppressi, degli emarginati e dei diritti umani.
Nel 1984, è stato sottoposto ad un processo dalla Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, l'ex Sant'Uffizio, in Vaticano. 
Tutto ciò a causa delle sue tesi legate alla teologia della liberazione esposto nel suo libro "Chiesa: Carisma e Potere".
Nel 1985 fu condannato a " silenzio ossequioso " ed è stato rimosso dalle sue funzioni editoriali e sospeso da doveri religiosi, ma a motivo della pressione internazionale sul Vaticano, la decisione è stata abrogata nel 1986.
Nel 1992, sotto rinnovate minacce di una seconda azione punitiva da parte delle autorità di Roma, ha rinunciato lui stesso alla sua attività di sacerdote e ha continuato il suo lavoro come teologo, intellettuale e conferenziere staccandosi dalla Chiesa.
Nel 1993 è stato selezionato come professore di Etica, Filosofia della Religione ed ecologia presso l'Università Statale di Rio de Janeiro (UERJ).
L'8 dicembre 2001 è stato insignito del Premio Nobel alternativo, "Right Livelihood Award" di Stoccolma, in Svezia.
Attualmente vive in Jardim Araras, una zona selvaggia ecologica sul comune di Petrópolis, a Rio de Janeiro. 
Egli condivide la vita con la sua compagna Marcia Maria Monteiro de Miranda. 
E' diventato anche "padre per affinità" di una figlia e cinque figli adottivi, condividendo le gioie e i dolori della paternità responsabile.
E' autore di più di sessanta libri in materia di teologia, spiritualità, filosofia, antropologia e mistica. 
La maggior parte delle sue opere sono state tradotte nelle principali lingue moderne.

Incarnazione
Il testo in questione del 1985, quando ancora Boff apparteneva alla Chiesa cattolica, sviluppa delle riflessioni ispirate ai "Sermoni sul Natale" di S. Leone Magno.
Significativa l'introduzione del libro dove si afferma che alla parola "Natale" è legato tutto un mondo di simboli: la candela, le stelle, le palline rilucenti, l'albero, il presepio, il bue e l’asino, i pastori; S. Giuseppe e la Madonna, il bambino che giace sulla paglia. 
Simboli che sono come l’eco del più grande evento della storia: l’incarnazione di Dio. 
Questi elementi secondo Boff "oggi sono catturati dal commercio, si rivolgono più che altro al nostro portafoglio". 
Però a parere del teologo brasiliano "nonostante tutta questa invasione del profano, il Natale conserva ancora la sua sacralità inviolabile, sacralità che è propria della vita stessa. 
Ogni vita è sacra e rimanda a un mistero sacrosanto. 
Per questo, ogni attentato alla vita è un ‘aggressione contro Dio stesso. 
Nella vita del Bambino la fede celebra la manifestazione della Vita in sé e la comunicazione di Colui che è il Mistero. 
L’intuizione di questa profondità non è andata smarrita nella nostra società secolarizzata."
Per questo motivo il Natale è più che tutti i suoi simboli manipolabili.
Secondo l'autore quindi l'essenza del Natale rimane più ricca di tutti i meccanismi di consumo.
Un Natale esistenziale 
Secondo il pensiero di Boff il Natale non ci rivela solamente il senso ultimo della vita e il senso dell'incarnazione di Dio, esso ci fa anche gioire perché tutto in quella notte è diventato luminoso. 
Ci rivela un volto nuovo di Dio e ci dà a conoscere un nuovo tipo di poesia e di lirismo divino. 
Significativa e interessante mi sembra questa riflessione di Boff:
"Il Natale ci fornisce la chiave per decifrare alcuni misteri profondi della nostra esistenza. Gli uomini si domandavano angosciati. perché il dolore? 
Perché l’umiliazione? 
Perché la piccolezza così sentita e sofferta? 
Quale il senso della sofferenza degli ultimi della terra? 
Gli uomini rivolgevano le loro domande a Dio. 
Ma Dio rimaneva silenzioso. 
Gli uomini cercavano argomenti per scagionare Dio dei guasti e disordini della storia. 
Ma nessuna risposta veniva ad appagare le domande nate dal profondo dolore del cuore. 
Adesso, nel Natale, Dio parla. 
L’uomo rimane in silenzio, non fa più delle domande. 
Ascolta il racconto dell’evento colmo di dolcezza divina e umana. 
Dio è nato bambino; Dio s’è fatto storia; Dio si chiama presepio. 
Dio non risponde al perché della sofferenza. 
Egli soffre insieme a noi. 
Dio non risponde al perché del dolore. 
Egli si è fatto l’uomo dei dolori. 
Dio non risponde al perché dell’umiliazione. 
Egli si umilia, non siamo più soli nella nostra solitudine immensa. 
Egli è con noi. 
Non siamo più solitari, ma solidali. 
Tacciono gli argomenti della ragione. 
Parla il racconto del cuore. 
Viene narrata la storia di un Dio che s’è fatto bambino, che invece di interrogare agisce, che invece di rispondere vive una risposta."
Le considerazioni di Boff quindi, a mio avviso, aprono alla speranza perché sottolineano come il divino entra nella storia e vi partecipa direttamente e ci rivela che vale la pena vivere la vita così come la viviamo.
Un'esistenza a volte monotona, anonima, faticosa che però ci deve fare diventare fedeli nella lotta per essere ogni giorno migliori, esigenti nella pazienza verso noi stessi e verso gli altri, forti nel sopportare le contraddizioni e saggi da ricavarne una lezione. 
Un breve testo, a mio parere, nel complesso ricco di spunti di riflessione che colgono la vera essenza del Natale.

martedì 9 dicembre 2014

Pensare a un modo per cambiare il mondo e metterlo in pratica

Nel Film "Un sogno per domani" il prof.  Simonet, di Studi Sociali, propone questo tema da svolgere:
"Pensare a un modo per cambiare il mondo e metterlo in pratica"
Anche Ghandhi diceva:
"Sii  il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo..."

Ecco  alcune riflessioni degli studenti su questi spunti.

"Penso che il mondo è una cosa bellissima, ma non è tutto felice e buono, ci sono persone crudeli e malintenzionate, ci sono uomini infelici, ci sono poveri e soprusi.
Per cambiare tutto questo non basta una persona che faccia un grande atto di benevolenza, ma sono necessari tanti atti di piccolo impegno che però messi insieme, se ognuno di noi contribuisse, sarebbero un modo per cercare di cambiare il mondo." (Giovanni)

"Bisogna sempre credere nei propri sogni però non tutti si possono realizzare, ma non bisogna mai perdere la speranza e provarci fino alla fine.
Trevor, il ragazzo, protagonista del film, viene ucciso, ma la sua proposta di cambiare le cose non muore con lui, perché, pur essendo ancora un ragazzo, aveva molte idee buone ed riuscito ad orientare tante persone." (Giulia)

"Nel film Trevor, sembra quasi un Messia che, con i suoi valori di innocenza, purezza e solidarietà, riesce a trasmettere un messaggio profondo anche al mondo freddo degli adulti.
Questo messaggio appare ancora ancora più importante dopo la sua morte, quasi come se seguire ciò in cui credeva fosse una forma di rispetto." (Francesca)

"Bastano piccole cose per lasciare il mondo un poco migliore di come l'abbiamo trovato.
Inoltre le buone azioni, i piccoli favori si ricordano di più di un brutto gesto o una scortesia, perché è sempre meglio ricordare il bene piuttosto che il male." (Silvia)

Trevor, nel suo piccolo, ha fatto come Gesù: è stato ucciso per salvare un suo compagno, come Gesù è morto per salvare noi... (Giovanni-1)

"Alla fine Trevor muore e verrà ricordato sempre per le sue idee" (Serena)

"La proposta di Trevor è anche quella di libertà e di come si può migliorare il mondo" (Samantha)

"Cambiare il mondo è molto difficile, ma qualcosa si può realizzare.
Trevor ci ha provato.
Dopo la sua morte il suo messaggio ha continuato a viaggiare.
Penso che le parole non si possano fermare e che continueranno a tramandarsi." (Leonardo)



giovedì 4 dicembre 2014

I love living life - Nick Vujicic

Aggiungo nuove riflessioni degli alunni sulla testimonianza di vita di Nick Vujicic.

Nick è un uomo che trasmette un messaggio di incoraggiamento e speranza per tutti.
Nick è riuscito a trasformare il suo problema più grosso in una opportunità fino a diventare il suo maggiore punto di forza!
Se ce l'ha fatta lui, chiunque può riuscirci.
Io penso che non è mai una sconfitta definitiva: si può sempre lottare, bisogna sapersi adattare a qualsiasi disagio, anche grave senza mai perdere la speranza. (Beatrice)

Nick con la fede e la speranza che riesce a trovare mi fa riflettere su quanto ognuno è padrone della propria vita e su quanto la forza di volontà sia importante per realizzare i nostri sogni.
Penso che bisognerebbe ringraziare ogni giorno Dio per ciò che si ha, invece che lamentarsi per ciò che non si può avere.  (Francesca)

Nick Vujicic è un uomo con una forza di volontà grandissima, infatti molti, nella sua condizione, si sarebbero arresi e avrebbero vissuto con dispiacere e malinconia.
Lui invece ha accettato la disabilità e ha cercato di sminuirla con nuove passioni e obiettivi da realizzare.
E' un modello di vita e un'ispirazione forte per molte persone. (Giovanni)

Nick ha raggiunto il suo scopo ossia il rispetto ed essere amato per quello che è veramente e non per quello che è esternamente.
Mi ha insegnato molto e mi ha fatto capire il verso scopo della vita, quello di andare avanti e non fermarsi finché non si ha ottenuto ciò che si vuole, ossia la felicità e la pace interiore. (Riccardo)

Quando Nick ha capito il suo punto di forza per ripartire, allora ha iniziato a vivere guardando le cose con altri occhi, rialzandosi sempre quando cadeva. (Mattia)

Nick ha imparato a ridere della sua disgrazia trasmettendo energia al prossimo. (Beatrice-)

Ci ha insegnato che la vita è un dono prezioso e che per nessuna ragione dobbiamo abbatterci. (Gaia)

Ho trovato in lui una grande forza interiore. Credo che nessuno si debba scoraggiare per essere "diverso", perché può avere potenzialità che un'altra persona non ha. (Luca)

Superando tutti gli ostacoli ha ottenuto una vita felice con la sua famiglia. (Arianna)

Nick ha superato tutti i pregiudizi cattivi delle persone con grande forza. (Giulia)







giovedì 20 novembre 2014

The Millionaire - spunti di riflessione...

Con le classi quinte ITAS dell'istituto Raineri - Marcora abbiamo riflettuto sul film e sono emerse delle interessanti considerazioni degli alunni sui vari personaggi della vicenda.

Prem (il conduttore televisivo)
- Prem, il conduttore del gioco, è decisamente uno dei personaggi più ambigui del Film.
Inizialmente sembra voler aiutare Jamal, sembra parteggiare per lui e tenere al suo successo.
Quando però probabilmente si rende conto di avere davanti ciò che anche lui è stato in passato, ovvero un ragazzo umile, disinteressato del denaro che sta andando a vincere, teme che possa rubargli la fama e la popolarità utilizzando la sua sincerità e la sua onestà come sole armi, senza ricorrere alla corruzione per ottenere successo.  (Veronica)
- Prem ostacola il protagonista perché si ritiene migliore di lui. E' un uomo egocentrico che non può permettere che un ragazzino, nato nella baraccopoli, acquisti una tale fama. (Federica)
- Prem è un ottimo intrattenitore, sfacciato, sarcastico, in grado di divertire il pubblico con le sue continue prese in giro e battute, ma falso.
All'inizio prova pena per Jamal e si diverte a schernirlo davanti al pubblico, successivamente però, quando capisce e vede che Jamal potrebbe vincere il premio più alto, cerca di ostacolarlo suggerendogli la risposta sbagliata per evitare che il ragazzo diventi famoso e ricco quanto lui.
Inoltre perché più Jamal va avanti nel gioco più acquista sicurezza ribattendo alle battute di Prem e attirando così tutta l'attenzione su di sé. (Edoardo)


Latika
- Latika rappresenta la figura femminile, sfruttata e vittima dell'ignoranza e della crudeltà a cui molte donne indiane sono sottoposte. (Mirco)
- E' lei il vero obiettivo di Jamal. E' per lei che decide di partecipare al quiz, per poterla ritrovare ed essere sicuro che le lo veda. (Veronica)
- A mio avviso Latika rappresenta, in parte, la madre di Jamal e Salim, una figura femminile che i ragazzi hanno perso.  (Federica)
- Latika raffigura il senso di libertà e di pace, essendo lei lo scopo, il motivo per cui Jamal partecipa allo show per arrivare a stare con lei per sempre.  (Giulia)




Jamal e Salim
- Jamal è il perfetto esempio di ragazzo innamorato che farebbe di tutto per il suo amore. Egli è gentile, generoso e, soprattutto, sincero. (Federica)
- La vita per Jamal è stata la maestra più grande, lo ha portato lontano dandogli poche soddisfazioni e facendogli conoscere la crudeltà sotto diversi aspetti. La sua perseveranza gli ha però permesso di schierarsi sempre dalla parte giusta, senza cedere alla meschinità, come è capitato a suo fratello. (Veronica)
- Jamal riesce a farsi strada da solo (Tommaso)
- Jamal nel corso della sua  vita ha assistito ed ha vissuto in brutte condizioni e ha avuto esperienze forti che probabilmente un ragazzo occidentale, come noi, non vivrà mai, ciò gli ha permesso di formarsi con un carattere forte, deciso e perseverante. (Davide)
- Jamal e Salim fanno scelte diverse, ma le esperienze che vivono sono più o meno le stesse.
La diversità è che Jamal è il ragazzo sfruttato dal "padrone", mentre Salim è il braccio destro del "padrone". (Mattia)
- Jamal sin da bambino è costretto ad imparare a vivere fra tante difficoltà e nonostante ciò cresce come una persona educata e coraggiosa. (Lisa)
- Jamal è arguto, astuto, sensibile e coraggioso. L'obiettivo che ha in comune con i ragazzi occidentali è quello di divenire ricco, la sua esperienza di vita è invece più dura e difficile rispetto a quella "comoda" della maggior parte di noi occidentali. (Edoardo)
- Salim, attratto dal potere e dalla ricchezza finirà tragicamente la sua esistenza tra il denaro che sempre aveva desiderato e che non è comunque riuscito a dargli felicità. (Veronica)
- Salim già da piccolo dimostra di avere doti intimidatorie comportandosi come capo nei confronti degli altri bambini. Anche da adulto rimane legato alla malavita fino alla morte. L'ultimo gesto di liberare Latika lo redime da tutto il male commesso. (Laura)
- Pur non possedendo nessuna istruzione, Jamal riesce a dare la giusta risposta a tutte le domande perché ognuna di esse ha rappresentato un frammento cruciale della sua vita (Veronica)

Considerazioni
- Questo film mi è piaciuto molto e la considerazione principale che mi sento di dire è che purtroppo viviamo ancora in un mondo fatto di violenza e schiavitù, abusi sui bambini e sulle donne. (Mirco)
- Un film che da un insegnamento positivo in particolare a coloro che preferiscono affidarsi ad effimere promesse piuttosto che perseguire con tenacia i propri obiettivi (Veronica)
- Il Film ci dice che tutto nella vita può esserci utile per migliorare la nostra condizione e anche che chiunque può avere le conoscenze necessarie per affrontare le sfide più difficili. (Elisa)
- Il film mi ha fatto capire che si può avere la capacità, derivata dalla possibilità, di trasformare il male in bene. Jamal, grazie al suo carattere, ha saputo volgere tutto il male della sua vita trascorsa in bene per il suo futuro, spinto anche dalla motivazione amorosa per Latika. (Cesare)


venerdì 14 novembre 2014

Yoga della risata

"Ridere non è de-ridere! Assieme abbiamo voluto dire no alla violenza, no al bullismo, no all'abuso di quelle sostanze che una volta assunte sono loro che abusano di noi. Al termine delle sessioni lacrime di gioia e di commozione per l'abbraccio degli studenti con i loro professori." Richard Romagnoli

Mattinata straordinaria  quella vissuta all'Istituto Raineri - Marcora di Piacenza il 14 novembre 2014, con oltre 1000 studenti.
Quattro sessioni con gli studenti basate sulla Risata Incondizionata e sui Valori Umani guidati da Richard Romagnoli Master Teacher e Ambasciatore nel mondo di Yoga della Risata (Laughter Yoga Foundation, India).



mercoledì 5 novembre 2014

THE MILLIONAIRE

The Millionaire è un film inglese ambientato in India e tratto dal romanzo "Le dodici domande" dello scrittore indiano Vikas Swarup. Racconta la storia di Jamal Malik, un ragazzo nato nella zona più povera della città di Mumbai (Bombay). Rimasto orfano, vive insieme al fratello Salim e all’amica Latika. Alcuni avvenimenti sconvolgono la loro vita portandoli a una separazione sofferta fino al giorno in cui Jamal, per riscattarsi agli occhi di Latika che ha sempre amato, decide di partecipare alla trasmissione televisiva Chi vuol esser milionario?, un gioco a premi che appassiona tutto il paese. Prem Mukar, conduttore dello show, è infastidito dalla popolarità mediatica e dal successo del ragazzo che conosce tutte le risposte, ne ostacola in tutti i modi la vittoria ingannandolo e facendolo arrestare. Accusato di imbrogli, Jamal svela alla polizia il segreto del suo successo: le risposte alle domande scaturiscono dalla sua storia singolare, della vita trascorsa per le strade, dall’amore per Latika la ragazza che ama e che ha perduto. Convinto dalla dichiarazione di Jamal l'ispettore lo lascia libero per tornare in televisione e rispondere così all'ultima domanda del gioco. Il suo sogno finalmente si realizza e dall’altra parte di un telefono ritrova la voce di Latika e il suo amore.
Per riflettere dopo aver visto il film
La struttura cinematografica è tipica del melodramma a tinte forti, basata su una trama ricca di colpi di scena finalizzata a commuovere lo spettatore. I punti fondamentali sono:
- l’ambientazione esotica
- la lotta alla povertà e allo sfruttamento minorile
- il desiderio di riscatto dei protagonisti
- il povero che diventa ricco e famoso
- l’amore che supera la miseria e la violenza
I personaggi, tratteggiati senza dispersioni, sono suddivisi in modo netto tra buoni e cattivi.
La storia è quella di un ragazzo condannato dal destino a vivere nei quartieri poveri di Mumbai. Un racconto che mette a nudo la disperazione e le fatiche dei bambini poveri, ma anche la gioia del successo e del riscatto sociale.
Lo scenario all’interno del quale vivono i protagonisti è un realtà multiculturale, piena di differenze e contrasti.
Lo stile narrativo è tipico della favola che si snoda attraverso duplici binari: povertà e ricchezza, amore e morte. "E' una favola - dichiara lo sceneggiatore Simone Beaufoy - e come tutte le favole che si rispettino, contiene momenti di forte inquietudine e di orrore. C'è una grande mescolanza di cose in grado di farti ridere o piangere o spaventare (...)".
Il percorso cinematografico esalta il sogno dei poveri, l’impegno degli ultimi per cambiare il corso della loro storia fino ad arrivare all’affrancamento e alla redenzione.
Jamal rappresenta l’emblema dei giovani che rifiutano di assoggettarsi al male per costruire un futuro migliore. Questo è il karma, uno dei principi della cultura indiana, dove il destino della persona è inteso come frutto dei suoi atti positivi.
Il film ripercorre a ritroso i momenti più significativi della vita di Jamal introducendo gradualmente lo spettatore a comprendere i fatti che l’hanno sconvolta: la morte della madre uccisa in uno scontro tra  fanatici religiosi; il conflitto con il fratello Selim; il coinvolgimento nella vita malavitosa della città, la fanciullezza violentata, i tormenti giovanili, il coraggio di lottare per non lasciarsi sopraffare dalle ostilità, l’amore per Latika. La trama si snoda attraverso una commistione culturale coinvolgente che fonde umorismo e dramma. Un ritratto straziante ambientato nel mondo contraddittorio dell’India di oggi, questo immenso paese dove sono presenti grandi ricchezze ma anche enormi povertà, metropoli moderne e brulicanti slum. La storia viene costruita dal regista con perfetto equilibrio incastonando, come in un unico puzzle, le diverse realtà, lasciando sempre spazio alla riflessioni a tutto campo sulle situazioni inumane che tanti ragazzi, in tutto il mondo, sono costretti ad affrontare quando trovano adulti senza scrupoli e istituzioni assenti. La partecipazione allo show televisivo Chi vuol esser milionario? rappresenta il momento della verità. Sotto i riflettori dello studio televisivo, scrutato dall’occhio vigile delle telecamere, il giovane Jamal Malik ripercorre la sua vita e risale faticosamente la scala sociale. L’ultima domanda segna per lui una svolta decisiva che mette a nudo la sua storia e i suoi sentimenti. Sostenuto da un pubblico appassionato vincerà i 20 milioni di rupie, ma soprattutto troverà l’amore e un futuro migliore.

Titolo originale: Slumdog Millionaire
Genere: Drammatico
Regia: Danny Boyle
Interpreti: Dev Patel (Jamal), Anil Kapoor (Prem), Freida Pinto (Latika), Madhur Mittal (Salim), Irrfan Khan (ispettore)
Nazionalità: Gran Bretagna
Distribuzione: Lucky Red Distribuzione
Anno di uscita: 2008
Origine: Gran Bretagna (2008)
Soggetto: ispirato al romanzo "Le dodici domande" di Vikas Swarup
Sceneggiatura: Simon Beaufoy
Fotografia (Scope/a colori): Anthony Dod Mantle
Musica: A R Rahman
Montaggio:  Christopher Dickens
Durata: 120'
Produzione: Christian Colson
Tematiche: Bambini; Famiglia - fratelli sorelle; Giovani; Mass-media; Politica-Società; Povertà-Emarginazione; Solidarietà-Amore
Note: Golden Globe 2009 per: Miglior Film Drammatico, Regia, Sceneggiatura e Colonna Sonora.
- Vincitore Oscar 2009 per: Miglior Film, Regia, Sceneggiatura non Originale, Fotografia, Montaggio, Colonna Sonora, Canzone Originale, Montaggio e Suono. Era candidato anche per il Miglior Missaggio Sonoro.
- David Di Donatello 2009 come Miglior Film dell'unione Europea.
- Nastro d'argento 2009 come Miglior Film Europeo.

SPUNTI DI RIFLESSIONE
. Approfondisci il personaggio Prem (il conduttore televisivo). Perché ostacola la vittoria di Jamal? (tieni presente che Prem apparteneva alla casta degli umili e poi ha fatto carriera nello spettacolo...
. Che cosa rappresenta, metaforicamente, il personaggio di Latika, l'unica importante figura femminile del film?
. Elenca le qualità di Jamal e fai un confronto con i ragazzi occidentali che appartengono alla sua generazione.
Quali ideali e obiettivi hanno in comune? Quali esperienze di vita? Quali opportunità ( di studio, di lavoro, di svago)?
. Le scelte di Jamal e di suo fratello sono molto diverse, analizza le loro esperienze di vita.
. Perchè Jamal risponde correttamente alle domande?
. Quali considerazioni ti senti di fare sul film visto?

lunedì 6 ottobre 2014

Siate affamati, siate folli...

Sempre nelle tematiche del "Senso della vita" propongo questa splendida riflessione di Steve Jobs.
Si tratta di un discorso, del 2005, di auguri ai laureandi di Stanford, una delle più famose università del mondo.
Il suo intervento è una specie di testamento spirituale con cui vogliamo ricordare Steve.

"Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione."